Maxxi: arte e musica nel segno della sperimentazione

Il 28 maggio uno spettacolo dedicato a sonorità contemporanee

Sperimentazione, nell'arte, nell'architettura, nella musica, è la parola d'ordine per la tre giorni che il 27-28-29 maggio inaugura a Roma il Museo Maxxi, l'avveniristico edificio progettato da Zaha Hadid. Per questo attesissimo evento sono andate esaurite in soli nove giorni le 15.000 prenotazioni, necessarie per visitare gratuitamente museo e mostre il 29 maggio, quando si svolgerà la Festa per Roma. Il sito del Maxxi è stato subissato di richieste, a ribadire l'interesse del grande pubblico per la kermesse inaugurale, la quale anticipa in qualche modo quelli che saranno i tratti distintivi della prima istituzione nazionale interamente dedicata alla creatività contemporanea. L'accordo tra la Fondazione Maxxi e la Fondazione Musica per Roma del vicino Auditorium traduce infatti l'impegno a porsi quali artefici e protagonisti della cultura in divenire e porta nel museo di via Guido Reni una serie di spettacoli imperniati sulle complesse relazioni tra la musica contemporanea e le discipline artistiche e architettoniche. E se le mostre d'apertura sono incentrate sull'auspicata riscoperta delle geniali provocazioni di una delle figure chiave del secondo '900, Gino De Dominicis l'Immortale, sul tema dello Spazio raccontato attraverso una selezione di 90 opere della collezione permanente e sulle architetture di Luigi Moretti, la sperimentazione, coniugata alla poliedrica cultura popolare, è il filo conduttore anche del programma musicale. Ecco dunque che il 28 sera, la Pmce (Parco della Musica Ensemble), diretta da Tonino Battista si misurerà con i più noti capolavori degli ultimi anni. Si parte con Persephassa, opera cardine del compositore e architetto, assistente di Le Courbusier, Iannis Xenakis, in cui sei percussionisti disposti a cerchio intorno al pubblico celebrano in musica il mito della regina Persephone, divinità delle forze telluriche. Si prosegue con Electric Counterpoint del compositore Steve Reich, fondatore del Minimalismo, che vuol essere un omaggio alla cultura jazz newyorkese e alla figura di Pat Metheny, presentato per l'occasione da un imponente ensemble di 15 chitarre e bassi elettrici. Ostinato è invece l'opera di Giorgio Battistelli, presentata al Maxxi in una nuova versione elettronica grazie alla partecipazione di aka Bonnet, dj del gruppo Hip Hop Assalti Frontali. Dedicata ai punk berlinesi, il flusso ritmico di trance e di tensione spinge i percussionisti verso i limiti dello sforzo fisico. Il brano IN C del 1964, considerato il primo lavoro del minimalismo musicale americano, è infine il celeberrimo capolavoro di uno dei fondatori del movimento stesso, Terry Riley. Da lì prese avvio la corrente artistica cui aderirono compositori quali Steve Reich e Philip Glass, gruppi rock come The Who e Tangerine Dream. Come per l'arte, dove un grande sperimentatore del passato, De Dominicis, si affianca e spiega la ricerca più attuale, così anche per la musica, le opere storiche introducono le sonorità contemporanee. Al dj Raffaele Costantino, conduttore radiofonico e produttore (nonchè direttore artistico di Mit, il festival internazionale di musica elettronica dell'Auditorium), è quindi affidata la conclusione della serata con un live set inedito, mentre con la Crew di Snob Production propone una serie di sonorizzazioni e installazioni audio.

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