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Palazzo o condominio?

Il Verona ferma la Juve, il suo Ds lancia accuse ma non si sa contro chi: “Sto zitto perché sennò non mi fanno più lavorare”. Il nostro calcio è malato di allusioni, e invece è il momento in cui servono risposte. Se si vuole salvarlo.

Palazzo o condominio?
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C’è da rifondare il calcio, ma poi tanto siamo alle solite. Nella polemica tra il Ds del Verona Sogliano e la Juventus, c’è un po’ tutto di quello che ha portato fin qui il calcio italiano. L’idea, per esempio, che una squadra già retrocessa non si debba più impegnare. Ma anche quella per cui certe cose non le devi dire, perché poi l’ambiente ti mette da parte.

Diciamolo, insomma, la frase del dirigente dei veneti è grave: “Qui è sempre la stessa cosa: anche contro una squadra già retrocessa sento dire cose che non voglio ripetere perché dovrei smettere di lavorare per dire quello che penso”. Quindi dobbiamo cominciare chiederci: 1) cos’ha sentito dire (Spalletti ha risposto “non capisco a cosa si riferisce, noi non ci siamo mai alzati dalla panchina”); 2) Perché Sogliano preferisce star zitto perché dovrebbe lasciare il lavoro; 3) soprattutto chi lo farebbe fuori.

E’ un antico vizio del nostro pallone: quando le cose vanno male si comincia a sparare nel mucchio alludendo. C’è sempre insomma un Palazzo che trama alle spalle, ma chi lo abita non è mai ben chiaro.

Dal nostro piccolo angolino chiediamo dunque a Sogliano di darci una risposta, perché sennò il sospetto che sia solo la solita semplice bega di condominio. Talmente di lusso per cui alla fine nessuno vuole andare via.

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