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Ricomincio da 4

In Italia spopola la difesa a 3, Como escluso. Poi Allegri cambia difesa contro il Torino e vince la partita: sarà forse perché in Liga, Premier e Bundesliga (e nelle prime 8 squadre di Champions) si gioca così?

Ricomincio da 4
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Dev’essere successo qualcosa anni fa, e non è nemmeno colpa del biliardino: lì in difesa stanno addirittura solo in due, e almeno sempre pari sono. Insomma: ha fatto notizia il fatto che Allegri, in Milan-Torino, abbia vinto la partita quando ha schierato la sua squadra con quattro difensori. Eresia, pare: ma perché?

Di solito in Italia siamo bravi a imparare, ma pure il Barcellona di Guardiola - quello che ha fatto passare i nostri tecnici come dinosauri e per il quale siamo diventati malati di tiki-taka - la difesa ce l’aveva così: Alves-Pujol-Pique-Abidal. Invece a un certo punto si è sparsa la voce che se non avevi la retroguardia a tre diventavi uno sfigato, e allora via con il calcio spettacolo: braccetti davanti al portiere (vogliamo dirlo? Definizione orribile), esterni che si sfiancano tanto che dopo 60 minuti di partita sono morti, guai a non essere dispari in pratica. Perché a volte il 3 diventa 5, ma in questo caso siamo a un livello superiore di disturbo tattico.

E quindi torniamo ad Allegri: come lo dobbiamo considerare, un retrogrado? Certo, la difesa a tre a volte funziona, vedi il caso dell’Inter di Inzaghi che Chivu ha ereditato senza fare troppi cambiamenti (per ora), vedi Conte e poi rimonti. Ma poi l’occhio casca sul calcio internazionale, quello a cui ci ispiriamo per dire che “ahhh, se fossimo come loro”, e si scopre che le otto squadre rimaste in Champions League giocano tutte con la difesa a 4. Anche perché così è in Liga, in Premier League e in Bundesliga.

Dunque il problema è che non sappiamo neppure più copiare, e quando lo facciamo (vedi Atalanta-Bayern) non siamo più capaci e basta. E d’altronde: il mitico 4-4-2 è rimasto solo come titolo di qualche sito raffinato (Max infatti è comunque passato al 4-3-3).

Meglio la serie A, dove 7 delle prime otto giocano a tre, con i risultati che sappiamo quando usciamo dalle frontiere. E l’ottava? E’ il Como, che non a caso ha un tecnico spagnolo e pare proprio vicino a guadagnarsi un posto in Champions. Ecco: visto come sta andando, magari l’anno prossimo ai quarti ci arriviamo.

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