La Pentecoste è una solennità importante nel calendario liturgico della Chiesa e il suo significato è facilmente accessibile a tutti coloro che lo desiderano: cinquanta giorni dopo la Pasqua, fa memoria della discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli apostoli riuniti nel Cenacolo. Erano tutti rimasti orfani di Gesù, dopo la sua ascensione al cielo, e adesso ecco arrivare lo Spirito che lui aveva loro promesso. In Duomo si festeggia con la monumentale Messa in Si minore (BWV 232) di Johann Sebastian Bach, prevista per domani, giovedì 21 maggio alle ore 19.30, dopo ventisei anni di assenza dalla cattedrale.
Una novità spiegata da Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo e biblista: "Celebrare la Pentecoste in Duomo attraverso il genio di Bach significa mettersi in ascolto di una "Parola che si fa musica" in una storia, quella umana, che cambia di generazione in generazione". E ancora: "L'attenzione ad una esecuzione filologica è volta ad offrire al pubblico un'interpretazione che si avvicini all'intenzione originaria del compositore". Il luogo in cui tutto ciò accade grazie alla musica ha un suo ruolo importante: "In questo capolavoro, l'architettura della Cattedrale si fa grembo per la preghiera: lì dove la bellezza artistica diventa via privilegiata per un incontro autentico con la rivelazione dell'Amore Divino".
L'intenzione dell'importante complesso musicale, diretto da Ruben Jais, è di restituire un'interpretazione più possibile vicina a quella che è stata l'intenzione esecutiva di Johann Sebastian Bach, nonostante la partitura completa risulti da composizioni avvenute in tempi diversi, tanto che la Messa in Si Minore di Bach non è mai stata eseguita integralmente finché il compositore è stato in vita: gli studiosi fissano al 1724 la composizione del Sanctus, al 1733 il Kyrie e il Gloria, tra il 1747 e il 1749 sono arrivati il Credo, l'Osanna, il Benedictus, l'Agnus Dei e il Dona nobis. I materiali furono poi riuniti in unico manoscritto e infine pubblicati integralmente. Si tratta così di uno sforzo filologico importante, nato da un lavoro lungo e approfondito. Gli strumenti musicali utilizzati per l'esecuzione della Messa in Si Minore di Bach aiutano l'impresa, perché sono originali.
Protagonisti di questa sfida interpretativa saranno l'ensemble strumentale e vocale laBarocca, l'ensemble strumentale Officium Musicum, la Schola Cantorum Venerandae Fabricae, affiancati da un gruppo di pueri cantores della Veneranda Fabbrica del Duomo, sotto la direzione di Ruben Jais. Luca Scaccabarozzi è il Maestro del Coro.
Monsignor Massimo Palombella, sovrintendente del patrimonio musicale della Veneranda Fabbrica, dirige la Schola Cantorum Venerandae Fabricae, mentre a Isabella Basile e Luca Granziera è affidata la preparazione vocale dei pueri cantores impegnati in questa esecuzione.L'ingresso al concerto di domani è gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.duomomilano.it. L'accesso in Cattedrale sarà possibile a partire dalle ore 18.45, esibendo la prenotazione ai varchi d'ingresso.