Messico: trovati dodici teschi Maya

Il ritrovamento è avvenuto all'interno di alcune grotte nello Yucatan. Si procede con grande cautela perché c'è il rischio, elevato, che i frammenti, che hanno più di duemila anni, si polverizzino al primo tocco.

E' una scoperta suggestiva e inquietante quella che arriva dal Messico. E precisamente dallo Yucatan. Gli archeologi hanno ritrovato dodici teschi Maya databili fra il 400 e il 250 avanti Cristo. Il rinvenimento è avvenuto all'interno di alcuni "cenotes", grotte sotterranee usate come pozzo dai Maya. Gli studiosi dell'Istituto nazionale di antropologia sono penetrati in questo mondo sotterraneo, utilizzato all'epoca sia per i consumi umani che per alcuni sacrifici rituali, e hanno recuperato i teschi e alcuni cocci di vasellame. Forse quei teschi raccontano un terribile sacrificio umano. Ora comincia una fase delicatissima. I reperti sono fragilissimi, non sono stati ancora spostati e non sarà facile muoverli. Sono rimasti oltre duemila anni in questo ambiente molto umido e c'è rischio, altissimo, che al primo tocco si rovinino o addirittura si polverizzino. Le inchieste andranno comunque avanti con tecniche molto sofisticate: le analisi verranno condotte mediante petrografia e luminescenza con l'obiettivo di pianificare il processo di restaurazione. Non è nemmeno escluso che le grotte possano contenere altri tesori riconducibili ai Maya, testimoni di un mondo lontano molti secoli e in parte ancora misterioso.

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