L’anticiclone si indebolisce. Dopo giorni di sole e bel tempo incontrastato da Nord a Sud d’Italia i cieli si stanno coprendo a causa di un vortice che ha il suo “motore” tra Spagna e Algeria e influenzerà il tempo soprattutto del Centro-Sud con nubi e piogge cariche di pulviscolo sahariano.
Che fenomeno è
Su molte regioni si può osservare un cielo “giallognolo”: durante le precipitazioni previste nelle prossime ore auto e balconi saranno ricoperti da questo strato, osservabile soprattutto quando finirà di piovere. “È colpa della sabbia del deserto. Il ciclone sta richiamando correnti sciroccali cariche di pulviscolo sahariano. Questa sabbia in sospensione è così abbondante e spinta così a nord dalle correnti d'alta quota che raggiungerà incredibilmente persino i cieli della Penisola Scandinava, rendendo l'atmosfera giallognola su mezza Europa”, spiega Lorenzo Tedici de Ilmeteo.it
Le regioni più colpite
Se in pianura e collina sarà protagonista la pioggia che rimarrà comunque confinata al Sud sfiorando soltanto le regioni centrali con pioviggini, sull’Appennino potrà cadere la neve e, anch’essa, assumerà una colorazione diversa dal bianco candido a cui siamo abituati.
"La 'neve rossa' è un fenomeno affascinante. Si verifica quando l'aria è satura di finissima sabbia sahariana e, contemporaneamente, si creano le condizioni per una nevicata. I fiocchi di neve, cadendo, 'catturano' queste particelle rossastre. Il risultato è un manto nevoso colorato di rosa o rosso tenue. Lo vedremo sui Pirenei, sulle vette più alte dell'Appennino e, per quanto sembri assurdo, forse anche in Norvegia”, aggiunge l’esperto.
Cosa accadrà alle temperature
Il vortice iberico, però, non riporterà l’inverno sull’Italia: su gran parte del Paese i valori termici, specialmente quelli diurni, rimarranno ancora per un’altra settimana al di sopra delle medie del periodo.
Per assistere a un cambio di circolazione atmosferica, probabilmente, bisognerà segnare la data del 13 marzo quando le perturbazioni atlantiche si faranno rivedere in grande stile. “Da quel weekend in poi l'alta pressione potrebbe cedere, aprendo la porta al ritorno di perturbazioni atlantiche strutturate, piogge abbondanti e un diffuso calo termico”, conclude l’esperto.