Metro, assedio dei manolesta Cinquanta borseggi al giorno

Non conoscono crisi. Perfezionano i trucchi e tengono in continuo allenamento le loro abilità. Sono i borseggiatori che quotidianamente colpiscono nella metropolitana romana, un esercito di avvoltoi che attaccano nelle vie sotterranee della città, aiutati dalla disattenzione dei passeggeri.
L’associazione «Avvocato del Cittadino» racconta una giornata tipo di un viaggiatore impegnato nel non farsi alleggerire. Alle 9 di un qualunque lunedì mattina, alla stazione della metro A Lucio Sestio, direzione Battistini, la banchina è strapiena. Tra le lamentele di chi non ne può più «di viaggiare come una bestia», spiccano le dichiarazioni di un’anziana che dice di essere stata derubata del portafoglio già due volte. Mentre l’altoparlante invita a prestare attenzione per la presenza di borseggiatori la metro arriva. Districandosi tra chi fatica a scendere e chi s’impone per salire anche due mamme denunciano l’allarme furti: «Le nostre figlie vanno a scuola insieme e viaggiando in metro ci hanno rimesso un portaspicci e due telefonini». A fatica si raggiungono le principali stazioni: tra Termini e Ottaviano la confusione raggiunge il massimo. «Si arriva fino a 50 furti al giorno», confessano di sfuggita alcuni controllori alla vicepresidente dell’avvocato del cittadino, Emanuela Astolfi. «I borseggi non sentono la crisi: sono sempre in aumento. Anziani e stranieri sono i principali bersagli per via della fragilità nel primo caso e della disattenzione nel secondo – proseguono –. I manolesta sono per lo più rom. In molti casi sono donne incinte che vengono fermate di continuo, noi oramai le conosciamo benissimo di vista, ma rimangono sempre impunite: essendo lo stato interessante incompatibile con il regime carcerario, non ci può essere soluzione». E poi ci sono i nordafricani. «Veri maghi del borseggio – rivelano ancora i controllori –. Non si capisce bene come facciano ma riescono a individuare le prede più sostanziose e sottrargli cifre consistenti. Qualche volta sono stati fermati: sono ben vestiti, con orologi vistosi e di ottime marche, con portamento signorile. Insomma, sembrano brave persone ed invece sono i migliori ladruncoli sul mercato». Un fenomeno quello del borseggio, che continua a crescere di anno in anno. Nel 2009 sono stati 3640 i furti denunciati sui mezzi pubblici della capitale. Una brutta faccia della città, che penalizza il settore turistico e non solo. Diversi siti web, specialmente in questo periodo, mettono in precauzione i vari visitatori che decidano di andare nella città eterna. Una scritta simboleggia: «attenzione ai borseggiatori». Gli stessi addetti alla sicurezza sottolineano alcune particolari attenzioni, che il cittadino deve avere quando si trova sui mezzi pubblici: i borseggiatori approfittano sempre della persona distratta. In genere i borseggiatori sostano vicino alle porte di uscita perché devo stare pronti a scappare. Non bisogna sostare vicino alle porte di uscita è più facile essere derubati, se vi accorgete delle presenza di un borseggiatore avvertite tutti ad alta voce come ad esempio: «attenzione ai portafogli!» a questo modo li scoraggiate. Ai maschietti: non portate mai il portafogli nella tasca di dietro del pantalone è un furto sicuro. Non portate mai soldi nelle tasche e cellulari vari, i borseggiatori di autobus di solito scavano sempre le tasche altrui.

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