Mez, chiesto l'ergastolo per Amanda e Raffaele E ai periti: "Voi incapaci"

L'accusa chiederà il massimo della pena per entrambi gli imputati. Nonostante le "evidenti lacune" sulla perizia svolta in secondo grado, il pm ha spiegato che Amanda impugnava il coltello con cui fu uccisa Mez

Mez, chiesto l'ergastolo 
per Amanda e Raffaele 
E ai periti: "Voi incapaci"

Perugia - Amanda Knox impugnava il coltello con il quale venne uccisa Meredith Kercher. A sostenerlo è stato il pm Manuela Comodi che, nella sua requisitoria del processo d’appello in corso a Perugia, ha chiesto l'ergastolo sia per Amanda sia per Raffaele. In particolare il pubblico ministero ha fatto riferimento alle tracce di dna trovate dalla polizia scientifica sulla lama e vicino all’impugnatura del coltello stesso, attribuite a Meredith Kercher e alla studentessa americana. Risultati ritenuti non attendibili dai periti della Corte ma difesi dal magistrato che si sta soffermando sull’argomento.

La richiesta dell'ergastolo La condanna all’ergastolo per Raffaele e Amanda è stata chiesta dai magistrati perché i due sarebbero ritenuti responsabili dell’omicidio di Meredith. I pm dell’accusa hanno anche chiesto, in alternativa, alla Corte di secondo grado una perizia su una traccia genetica sul coltello. In primo grado la Knox (accusata anche di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba) e Sollecito sono stati condannati a 26 e 25 anni di reclusione che stanno scontando in carcere. Entrambi si proclamano innocenti. La procura generale - rappresentata in aula da Giancarlo Costagliola, Manuela Comodi e Giuliano Mignini - ha chiesto, appellando la sentenza di primo grado, il riconoscimento dell’aggravante dei futili motivi e l’esclusione delle attenuanti generiche ai due imputati. Lunedì cominceranno le arringhe delle parti civili, tra le quali i legali della famiglia Kercher, poi il giorno successivo prenderanno la parola le difese. Prima quella di Sollecito e quindi la Knox. La sentenza è attesa all’inizio di ottobre. Per l’omicidio Kercher è già stato definitivamente condannato a 16 anni di reclusione, con il rito abbreviato, Rudy Guede. Anche lui, detenuto, si proclama estraneo all’omicidio della studentessa inglese uccisa a Perugia la sera del primo novembre del 2007.

Le accuse del pm ad Amanda "Anche a prescindere dalle prove scientifiche, l’esito di questo processo non può che essere quanto meno la conferma della condanna di primo grado", ha detto il pm  attaccando la perizia sulle tracce di dna fatta svolgere dalla Corte e che portato a ritenere non attendibili i risultati per il coltello considerato l’arma del delitto e il gancetto di reggiseno indossato dalla vittima quando venne uccisa. Conclusioni sempre contestate dall’Ufficio del pubblico ministero. La Comodi ha parlato di "imbarazzante performance dei periti che non hanno tradito la vostra fiducia", sostenendo la loro "assoluta inadeguatezza e scompostezza". Ha quindi ricordato la scarsa esperienza sul campo degli esperti nominati dalla Corte. "Affidereste il matrimonio di vostra figlia - ha chiesto - a un cuoco che conosce tutte le ricette ma non ha mai cucinato?". Nella fase iniziale della sua requisitoria il pm ha ricordato anche il processo svolto in Inghilterra a Danilo Restivo che è stato condannato "sulla base della testimonianza del comandante del Ris". Ad ogni modo, secondo la Comodi è provata anche la presenza del Dna di Raffaele Sollecito e della Kercher sul gancetto di reggiseno della vittima. Lasciato dal giovane puglies "mentre toglieva con violenza l’indumento". "Ma anche a non volere considerare validi questi elementi - ha sottolineato la Comodi - le tracce di sangue misto di Amanda e Meredith in bagno, l’impronta del piede insanguinato di Sollecito su un tappetino e quelle di Amanda e Raffaele sul corridoio permettono di affermare la presenza degli imputati nella casa del delitto e quindi la loro responsabilità".

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