Milan fermato dall'Udinese. Pato infortunato Juve, solo un pari. Napoli ko con il Chievo

Abbiati fa un regalo a Di Natale, poi fa miracoli. Il &quot;Faraone&quot; El Shaarawy trova il pari. La <strong><a href="/sport/la_juventus_resta_dieci_e_ragione_conte_bologna_sono_cavoli/22-09-2011/articolo-id=547287-page=0-comments=1" target="_blank">Juventus</a></strong> resta in dieci e si fa raggiungere dal Bologna. San Gennaro distratto: il <strong><a href="/sport/san_gennaro_distratto_il_napoli_fa_snob_e_moscardelli_fa_gol/22-09-2011/articolo-id=547292-page=0-comments=1" target="_blank">Napoli</a></strong> fa lo snob e perde a Verona con il Chievo

Il Milan non sa più vincere d'accordo, ma forse quel pareggio di ieri sera, secondo punticino del­la­misera raccolta della nuova sta­gione, dev'essere accolto come manna caduta dal cielo. Primo motivo: perché l'Udinese è squa­dra di buon valore e nell'occasio­n­e si acconcia come una vera pro­vinciale, difendendo anche in die­ci, come gli capita nell'ultima mezz'ora a San Siro. Secondo mo­tivo: perché cominciare la serata con l'accidente toccato a Pato e l'incidente di Abbiati (paperona su un cross innocuo che spalanca a Di Natale la porta rossonera) non è un buon segnale provenien­te dalle stelle. E invece il vecchio Milan, senza nulla togliere pro­prio ai senatori e anche a qualche giovanotto di grande avvenire, nella circostanza riesce ad evitar­si il castigo di una seconda conse­cutiva sconfitta e a regalarsi il pa­reggio. Che è poi una specie di bro­di­no per il secondo grande amma­lato della Milano calcistica.

Il merito, nell'occasione, è tutto del giovane talento di anagrafe ita­liana, è nato a Savona, e di apparte­nenza genoana, El Shaarawy da tutti a Milanello considerato un progetto di campione tutto da sco­prire. Il ragazzo invece di lasciarsi intimidire dal debutto a San Siro, prende il destino e la sfida per il petto e l'affronta come farebbero dei veri e propri esperti del mestie­re. Così appena riesce a liberarsi sulla destra, in area di rigore, e a mettere nel mirino del suo destro la porta, riporta in vita il Milan e gli consente anche di sfiorare il suc­cesso con un paio di tiracci scon­clusionati di Emanuelson. In veri­tà alla fine partecipa all'evento an­che Pippo Inzaghi, salutato come un eroe romano di ritorno dalla conquista della Gallia: un paio di volte vola per terra in area di rigo­re senza convincere Banti ( e fa be­ne a non commuoversi) a conce­dere il rigore. Almeno è di ritorno il vecchio combattente e con il ko di Pato c'è bisogno anche del suo contributo sabato prossimo, col Cesena.

L'Udinese, ancora imbattuta a San Siro con i campioni, proprio come nei mesi passati, fa una figu­ra diversa, molto diversa da quel­la di gennaio scorso. Per esempio se ne sta rintanata per lunghi tratti nella sua metà-campo. Per esem­pio si difende con un paio di mar­cature a uomo riviste dopo molti anni sui campi di calcio italiani. Per esempio va in vantaggio senza alcun merito e grazie allo strafa­l­cione di Abbiati che poi nel finale, ripresosi dallo choc, si rifa devian­do un paio di siluri che possono dare ai friulani addirittura il suc­cesso, sfiorato anche col palo di Pinzi (che fa pari con quello scheg­giato da Seedorf su punizione). La maledizione della coppia famosa Pato Cassano continua. Inutile far finta di niente: l'ennesimo in­sulto muscolare toccato al brasi­liano apre un capitolo nuovo lun­go la carriera di questo ragazzo dai muscoli fragilissimi. Cassano, rimasto da solo, non riesce a stre­gare la folla e neanche i suoi rivali.

Con loro due insieme il Milan con­tinua a non vincere. Adesso a far­gli compagnia c'è questo El Shaa­rawy che promette molto e deve avere tutto il tempo per mantene­re. Inutile, infatti, pensare che da solo possa risolvere tutti i proble­mi attuali dei campioni e addirit­tura far dimenticare le assenze che contano, da Ibrahimovic a Boateng e Robinho. Con due pun­ti dopo 3 partite, la partenza del Milan è identica o quasi a quella dell'anno scorso. Ma è molto diffi­cile che possa ripetere la passata scalata.

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