Il Milan: "Stadio a La Maura". Due settimane per il progetto

Cardinale vede Sala e Fontana per velocizzare l'iter. Ma la sinistra sfiducia il sindaco: "Dica no a priori"

Il Milan: "Stadio a La Maura". Due settimane per il progetto

Faccia a faccia con Sala e con Fontana, il secondo dall'inizio del mese. Gerry Cardinale, patron di Redbird, fondo proprietario del Milan, è tornato ieri da sindaco e governatore per confermare la volontà di andare avanti con l'ipotesi dello stadio sui terreni dell'ippodromo La Maura. Si erano visti il primo marzo. Cardinale è arrivato in Comune alle 9.40 e si è trattenuto con Beppe Sala per circa un'ora, con lui il presidente del club Paolo Scaroni e l'ad Giorgio Furlani.

Non c'è ancora la formalità ma viaggia ormai su un binario morto il piano dell'impianto condiviso con l'Inter, il non detto ufficialmente è che non viene più ritenuto partner affidabile per imbarcarsi su un maxi progetto da 1,2 miliardi. I vertici del Milan hanno chiesto a Sala qualche garanzia, dopo che sul «piano a» si sono persi quattro anni tra dibattiti e paletti della sua maggioranza in Consiglio. Per poter avviare un confronto che renda almeno digeribile il piano alla fronda ambientalista il sindaco ha bisogno di un «concept», un'idea progettuale, un rendering che mostri che l'impatto non sarebbe la colata di cemento denunciata dal Municipio 8 e da 17 consiglieri su 31 della maggioranza che hanno firmato una mozione contro. É Sala a riferire a fine incontro che il Milan «conferma la volontà di procedere su La Maura.

Quello che ho chiesto io innanzitutto, siccome abbiamo una discussione aperta e formale sull'area vicino a San Siro, è di confermare prima formalmente se non intendono più procedere in quel senso, non possiamo rimanere in sospeso». Rispetto a La Maura, «ho ribadito che prendo atto del loro interesse, quello che serve è un progetto di massima, e ritengono che potranno portarmelo entro un paio di settimane, chiedono i nostri passi formali necessari per avviare il procedimento». Dalla sinistra - da tre settimane e anche ieri - c'è la richiesta a Sala di rifiutare a priori il progetto. «Non credo sia possibile - ribatte Sala -, certo che lo devo prendere in considerazione. Ma quando parlo delle condizioni per potrebbe andare avanti ci sono vari temi, ad esempio cosa ne pensa l'Ente Parco Sud», che gestisce l'area, e la maggioranza sta passando da Città Metropolitana a Regione, «se non c'è una manifestazione di interesse formale io di più non posso fare, non posso avviare un confronto sulla base di un interesse avviato informalmente. É quanto ho detto alle squadre».

Assicura che ci sarà «senz'altro» un passaggio in consiglio comunale». Anche se sondando gli enti potrebbe non essere vincolante. E ribadisce: «Ho bisogno di un progetto per avviare una discussione con la politica in primis e poi con gli stakeholder. Ad esempio, lì c'è un'area verde molto importante, quanta ne rimarrà?». Ieri a margine di un evento si sono incrociati e hanno discusso per qualche minuto Sala e l'archistar Stefano Boeri, dato tra i nomi che stanno collaborando con il Milan. Per il club La Maura è l'ipotesi numero uno ma tiene nel cassetto i «piani b» a Sesto, San Donato e Rozzano. Entro un paio di settimane il punto finale su San Siro e il «rendering» dello stadio a La Maura.

Cardinale, come il primo marzo, è tornato intorno alle 16 anche a Palazzo Lombardia per illustrare al governatore Attilio Fontana il progetto e sondare le tappe amministrative. Il Milan vuole capire come sia possibile velocizzare le procedure, visto che in Italia per aprire un cantiere ci vogliono anni. «É stato un buon incontro. Per il momento nessuna novità, ci stiamo lavorando» le poche parole di Cardinale all'uscita. «Mi ha presentato il piano. Un incontro cordiale e positivo, che mi ha fatto comprendere a pieno le intenzioni della società» ha riferito Fontana.

Da Enrico Fedrighini (Lista Sala) al capogruppo di Europa Verde Carlo Monguzzi alle note di 5 consiglieri Pd sono partiti gli avvisi a Sala: «Dica no a priori, si fermi prima o con quale maggioranza porterà avanti questo scempio?». Il capogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico si unisce al coro di no ma sottolinea che Sala «è sfiduciato dalla maggioranza a colpi di comunicati stampa» e gli chiede di riferire in un Consiglio straordinario.

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