«Acquista un cucù» e restaura il Duomo

«Acquista un cucù» e restaura il Duomo

Non per niente si dice «lungo come la fabbrica del duomo», di un lavoro che non finisce mai. I restauri sotto la Madonnina sono continui per mantenere in forma uno dei monumenti più amati d'Italia in vista di Expo. I visitatori consumano sotto le scarpe il marmo di Candoglia, tra le navate e sulle terrazze. Adesso con un'attrazione in più: i cucù colorati tra le guglie, davanti a Palazzo Reale e nella Sala delle colonne del Museo del Duomo. Così addobbato, partecipa al Fuori Salone della Settimana del design. Giovedì sera apertura speciale del Museo fino alle 22 con una piccola performance: i cucù canteranno tutti insieme.
L'iniziativa fa parte di «Adotta una guglia», progetto verso il 2015: tutti potranno acquistare un cucù del designer Luca Trazzi con un'offerta minima di 170 euro ed entrare nell'elenco dei benefattori del Duomo. Tiratura limitata: centocinquanta cucù in materiali diversi, dal legno naturale al ferro al mosaico al marmo. Rimarranno esposti al Museo del Duomo fino al 27 aprile e i visitatori potranno scegliere in loco l'esemplare preferito. E però creatività e generosità non bastano.
A lanciare l'allarme è Angelo Caloia, il presidente della Veneranda Fabbrica: «Mancano 15 milioni e contiamo sulla generosità della popolazione ma anche sull'attenzione degli enti locali e del governo, visto che il Duomo è il simbolo della città Milano, come si è visto nel logo dell'Expo, e anche un simbolo del nostro Paese». C'è poi il tema dell'ascensore temporaneo per Expo. «Speriamo ancora in una risposta positiva del governo, ma siamo quasi fuori tempo massimo» dice Gianni Baratta della Veneranda Fabbrica.
Le guglie sono 135. Al momento sono stati raccolti 4 milioni e adottate 42 guglie. I contributi della vedova, quelli di chi non ha grandi disponibilità economiche, hanno contribuito per 300mila euro, onsentendo di restaurare tre guglie. Se i grandi benefattori hanno una targa, i piccoli che lo desiderano possono scegliere la guglia preferita e vedere le proprie foto sul sito www.duomodimilano.it. I loro nomi sono iscritti su un albo on line e su un albo cartaceo custodito negli archivi della Veneranda Fabbrica.

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