Addio a Denti, il libraio Peter Pan

Addio a Denti, il libraio Peter Pan

Se è vero, come dice Peter Pan, che le risate dei bambini generano fate, chissà quante fate ha battezzato Roberto Denti, che ora, da lassù, forse ci sorride da una stella come il saggio ometto che, in Saint-Exupéry, commuove il Piccolo Principe. Il «Maestro», come era chiamato negli ambienti letterari milanesi e non solo, se ne è andato nella notte tra il 21 e il 22 maggio, a 89 anni compiuti da pochissimo, dopo una lunga vita dedicata a diffondere tra i più giovani il piacere di leggere. Cremonese d'origine, nell'immediato dopoguerra aveva deciso di trasferirsi a Milano per lavorare come giornalista e dare vita al suo sogno: fondare e portare al successo una libreria - prima in Italia e fra le più grandi e fornite d'Europa nel suo genere - interamente dedicata ai ragazzi. Ci riuscì nel 1972 insieme alla moglie Gianna Vitali, la compagna di una vita. Ne nacque una vera e propria istituzione culturale, oggi in via Tadino dopo molti anni in via Unione, con proposte innovative nel campo dell'editoria per ragazzi, pedagogia e psicologia, didattica ed educazione e non solo: corsi di aggiornamento per insegnanti e bibliotecari e quotidiani incontri con autori, laboratori per bambini, animazioni sul libro, feste in libreria. Decisiva l'amicizia fraterna con Gianni Rodari: i due si conobbero nel 1948 e per oltre trent'anni continuarono a frequentarsi e, c'è da scommetterci, a raccontarsi le loro storie che guardano sì all'infanzia, ma con un occhio rivolto al mondo degli adulti, di cui svelano fragilità, arcane paure e voglia di meravigliarsi ancora. Libraio d'eccezione, giornalista, Denti era anche poeta, saggista e scrittore per ragazzi, autore, fra l'altro, di Chi ha paura di chi?, Orchi, balli e incantesimi, Tra noi due il silenzio. Di sicuro il gusto di raccontare l'ha conservato fino all'ultimo: «Era, Roberto, un grande narratore», scrivono i suoi allievi su internet. «Di storie, di esperienze, di vita. Ciascuno si portava via qualcosa che si sarebbe tenuto stretto a lungo, o per sempre».

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