Via ai saldi col semaforo per colpa del governo

Da oggi al 15 gennaio cambiano quasi ogni giorno le restrizioni per i negozi

Prendono il via oggi a Milano e in Lombardia i saldi invernali. FederModaMilano (Confcommercio Milano) stima in 340 milioni di euro il giro d'affari a Milano e area metropolitana, con un calo di 100 milioni e una flessione di oltre il 20 per cento rispetto al 2020. Ma quest'anno fare shopping e approfittare degli sconti sarà una corsa ad ostacoli: con il nuovo Dpcm, che entra in vigore oggi, ogni giorno da qui alla metà del mese è contrassegnato da un colore differente e quindi aperture e chiusure dei negozi saranno a intermittenza.

In particolare oggi e domani saranno giorni «gialli»: sarà possibile quindi spostarsi senza autocertificazione fino alle 22, aperti tutti i negozi e i centri commerciali, bar e i ristoranti fino alle 18. Sabato e domenica saranno giorni da «fascia arancione»: saranno chiusi ristoranti e bar, aperti i negozi al dettaglio ma non i centri commerciali. Impossibile ancora invece conoscere i «colori» dei giorni compresi tra lunedì 11 e venerdì 15 gennaio, data ultima coperta dal decreto. Solo dopodomani si conoscerà la classificazione delle regioni che scatterà lunedì e quindi anche le misure più o meno restrittive che vincoleranno lo shopping e la vita degli abitanti dei vari territori.

Sei italiani su dieci approfitteranno dei saldi invernali per fare acquisti risultando in percentuale leggermente in crescita rispetto all'anno scorso (64 per cento contro 61,8 per cento). Diminuisce invece la spesa a famiglia destinata allo shopping scontato stimata in 254 euro contro i 324 euro dell'anno passato, 70 euro in meno. In forte aumento la percentuale dei consumatori che acquisteranno in saldo «online» a discapito dei negozi tradizionali: il 35 per cento di chi farà shopping sceglierà, infatti, la modalità online (il 13,7 per cento in più del 2020) secondo l'indagine sugli acquisti degli italiani in occasione della stagione dei saldi realizzata da Confcommercio-Imprese per l'Italia.

I capi più gettonati? Abbigliamento (per il 96,6 per cento contro il 95,9 per cento del 2020), calzature (per l'89,3 per cento contro l'82 per cento del 2020), accessori (sciarpe e guanti) per il 33 per cento (erano il 37 per cento nella previsione del 2020) e biancheria intima (25,5 per cento contro il 30 per cento dello scorso anno). Secondo lo studio dell'Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni Istat, quest'anno si registrerà un abbassamento dei prezzi senza precedenti, sfiorando la percentuale record del -26,8 per cento dell'abbigliamento.

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