Albanese licenziato minaccia la titolare con una pistola

L’uomo è poi scappato in bici armato. Aveva sette proiettili nel caricatore

Albanese licenziato minaccia la titolare con una pistola

Un albanese, nel pomeriggio di giovedì 12 settembre, si è presentato armato davanti alla ditta dalla quale era stato licenziato. Con la pistola ha minacciato la titolare dell’azienda e, una volta che sono state chiamate le forze dell’ordine, si è dato alla fuga in sella a una bicicletta. Quando è stato beccato aveva nel caricatore sette proiettili, uno in canna, pronto per essere esploso. Il terribile fatto è stato raccontato da ilgiorno. Tutto sarebbe avvenuto alle porte di Milano, e più precisamente nella zona industriale di Rho. Qui un ex dipendente di una ditta di traslochi è tornato davanti al luogo del suo ex lavoro, dal quale era stato infatti licenziato, chiedendo ad alta voce di essere riassunto e impugnando una pistola. Proprio il carattere rissoso dell’albanese era stato il motivo del suo allontanamento.

La titolare è riuscita ad avvertire il 112 prima che avvenisse una tragedia. Quando l’aggressore si è reso conto che in pochi minuti sarebbero giunte le Forze dell’ordine, è salito su una bicicletta, risultata rubata il giorno precedente, e ha guadagnato la fuga. Immediatamente sono scattati i controlli in tutta la zona. Il ricercato sembra sia passato anche davanti all’abitazione della sua ex fidanzata, prima di essere beccato dai carabinieri in un parco poco lontano dal Commissariato di polizia di Rho-Pero. Gli agenti sono riusciti a disarmare e a bloccare l’uomo, un 33enne di origini albanesi, noto ai poliziotti per atteggiamenti violenti avuti in passato.

Durante la perquisizione è stata rinvenuta in una borsa una pistola calibro 7,62, con la matricola cancellata. Probabilmente l’arma in questione proviene dai paesi dell’est. Sette i proiettili che aveva messo nel caricatore, uno già pronto in canna per essere sparato. Inoltre nel borsone vi era anche un altro caricatore con sette proiettili inseriti. Il 33enne è stato poi portato nel carcere di San Vittore a Milano e si trova adesso a disposizione dell’autorità giudiziaria. Diverse le accuse a suo carico: possesso di arma clandestina, minacce e ricettazione della bicicletta rubata a Pero.

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