Nuovo e Centrodestra. Sembra che i primi problemi che si registrano a livello locale nel movimento alfaniano vertano sia sul sostantivo, sia sull'aggettivo. «Centrodestra» intanto: molti - fra gli aderenti al nuovo partito - sentono il disagio di stare al governo col Pd, portando il peso politico dell'impopolarità (proprio mentre i Democratici con Matteo Renzi si sfilano). Ma a livello locale anche sul «Nuovo» sono sorti dei problemi. I nomi dei coordinatori scelti per Milano e Lombardia - infatti - hanno creato qualche malumore. Le nomine (rispettivamente di Maurizio Bernardo e Alessandro Colucci) sono arrivate un po' a sorpresa e qualche giovane esponente di Ncd, dicendosi «a disagio», ammette che si aspettava più «freschezza» e - appunto - novità. L'ex assessore regionale Bernardo prova a rassicurare tutti e punta sulla collegialità: «La nostra non è una struttura rigida, è aperta a tutti - garantisce - non lavoreremo per dipartimenti ma con un tavolo delle idee e un forum dei giovani. Le nomine comunque - ricorda - sono provvisorie». In effetti entro un paio di mesi (crisi permettendo) si dovrebbero celebrare i congressi locali e in quella sede si rifaranno avanti coloro che sono stati delusi dalle investiture romane approvate dal ministro Maurizio Lupi. «Io ho sentito reazioni diverse - fa presente Bernardo - molti ritengono che una persona fuori dalla mischia degli eletti fosse la scelta migliore». E, a proposito di disagi, qualche voce nell'ala laica del movimento ammette di soffrire il tradizionale protagonismo dei cattolici vicini a Comunione e Liberazione, che possono contare sulla loro storica ed efficientissima «rete» lombarda. La scelta dei due coordinatori, in effetti, sembra corrispondere all'intenzione di distribuire con equilibrio i posti di responsabilità: un cattolico non targato Cl come Bernardo per la città e un laico-socialista (ma gradito a Roberto Formigoni) come Colucci per la Regione. L'abile allargamento già attuato da Bernardo (e la promessa di primarie locali) ha fatto rientrare almeno in parte i maldipancia. E i vertici del movimento oggi si presentano compatti, con i giovani che lavorano fianco a fianco con Bernardo. Così, il movimento pensa ad aprire una sede (si dice che sia stata trovata vicino al Pirellone) e alle sue prospettive.
In effetti è in Regione che il Ncd ha la sua roccaforte. Può vantare nove consiglieri regionali, oltre al presidente della Provincia (Guido Podestà) a cinque consiglieri provinciali, tre consiglieri comunali e 26 consiglieri di zona.
Alfaniani, primi malumori per le nomine
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