Alloggi diventano moschee: via San Mamete in rivolta per i luoghi di culto abusivi

Non chiuderà il centro di preghiera in via Cavalcanti. E in zona Adriano ne apre un altro

Alloggi diventano moschee: via San Mamete in rivolta per i luoghi di culto abusivi

La moschea di via Cavalcanti resterà aperta. E intanto nel quartiere Adriano se ne apre un'altra. Il Comune ha richiesto lo sgombero, ma «serve un ordine del magistrato - ha spiegato Carmela Rozza, assessore alla Sicurezza del Comune - e non è ancora arrivata la firma: noi abbiamo inviato un dossier alla magistratura su via Cavalcanti, impostando il problema sulla sicurezza e chiedendo lo sgombero». Ma niente. E, questa l'ipotesi di Palazzo Marino, pare che il motivo sia l'intenzione di garantire il diritto di culto visto che pregare non è un reato: o si fa una moschea regolare o il centro islamico resta in attività. Intanto dal municipio invitano a firmare la petizione promossa dal Comitato Sicurezza e Legalità che chiede la chiusura del centro.

Ma non è tutto, come emerso da una delle testimonianze dei cittadini intervenuti all'incontro con l'assessore nella sede del municipio 2. Nell'aula di viale Zara 100 il signor Rossi, e il consigliere comunale di Forza Italia, Silvia Sardone, hanno denunciato una nuova apertura: «In via San Mamete, quartiere Adriano, abbiamo una moschea abusiva nel condominio: c'è un appartamento che è stato affittato a un'associazione culturale iraniana che ha impostato il locale a uso religioso pubblicizzato sul sito dell'associazione come nelle pagine di vari social network. Noi siamo un condominio di 17 unità abitative e ci troviamo un viavai continuo di persone che non sappiamo chi siano e pernottano anche. È una situazione che francamente mi sembra assurda».

«La situazione in via San Mamete 76/1 sta diventando difficile per i residenti. Soprattutto i venerdì - dichiara Sardone - le preghiere e i canti serali, con più di 30 persone in un appartamento privato affittato irregolarmente, stanno creando evidenti fastidi ai cittadini. È l'ennesimo esempio di un abuso da parte di certe comunità che si disinteressano delle norme come avviene da anni in via Cavalcanti».

Il tema dei luoghi di culto irregolari è molto sentito: la coalizione di centrodestra a guida leghista lo definisce «una problematica non irrilevante». «Sono numerosi i luoghi di culto irregolari nel Municipio. La Regione aveva chiesto ai comuni lombardi di segnalare i centri abusivi. Purtroppo il Comune ha deciso di non presentare questa mappa - hanno attaccato in un comunicato congiunto Samuele Piscina, presidente del municipio e Luca Lepore, assessore alla Sicurezza -. Il Municipio 2 ha censito i luoghi di culto che avremo cura di trasmettere al Pirellone». Per risolvere i problemi di sicurezza i salviniani indicano i due primi passi: un comando di vigili su via Padova e poteri ai municipi. «Importantissimo trasferire il comando zonale della Polizia locale nel territorio del Municipio. L'Amministrazione comunale riconosca ai municipi i compiti stabiliti dal regolamento per le attività specifiche svolte anche dai Vigili di Quartiere».

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