Ambrogini d’oro, la sinistra vuole premiare i testimonial del registro gay

Sel propone di premiare con l’onorecifenza della città Paolo Hutter e Francesca Vecchioni per l’impegno a favore delle coppie gay

Ambrogini d’oro, la sinistra vuole premiare i testimonial del registro gay

Dopo il Registro, Milano dovrebbe premiare i primi iscritti - e testimonial - dei diritti per le coppie gay. Questa volta i cattolici del Pd potrebbero esplodere. Ma è di nuovo tempo di candidature per gli Ambrogini. La scadenza per presentare le nomination è metà ottobre, i nomi proposti da sindaco e consiglieri comunali saranno poi oggetto come tradizione comanda di uno scontro a porte chiuse per arrivare alla rosa dei premiati al Teatro Dal Verme il 7 dicembre. E ieri il consigliere di Sel, Luca Gibillini ha già anticipato che porterà al tavolo la candidatura di Paolo Hutter e compagno (l’avvocato Paolo Oddi), primi iscritti al registro delle unioni civili milanesi e paladini storici dei diritti per gli omosessuali. Hutter, ex consigliere del Pds, 20 anni fa indossò una fascia tricolore per celebrare finti matrimoni tra coppie dello stesso sesso davanti a Palazzo Marino. Insieme a loro, Gibillini proporrà l’onoreficenza anche per Francesca Vecchioni, figlia del cantante Roberto, e la sua compagna, diventate mamme con la fecondazione artificiale e anche loro neo-iscritte al registro targato Pisapia. É già sulle barricate il cattolico del Pd Andrea Fanzago: «Con che motivazione dovremmo consegnare l’Ambrogino? La città non capirebbe». Anche se tra i Democratici si rischia la spaccatura, visto che il nome di Hutter potrebbe essere sponsorizzato ad esempio dalla consigliera Marilisa D’Amico, prima firmataria della delibera sul registro.

I Giovani padani candidano invece all’Ambrogino d’oro Matteo Salvini, l’ex capogruppo della Lega che lunedì ha lasciato il consiglio comunale dopo vent’anni. «Vent’anni di vita donati alla città - spiegano - meritano il grazie della città».

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