"Anche io sparerei a un ladro" I commercianti hanno paura

Indagine presentata di Confcommercio. Per il 21% degli intervistati la situazione è peggiorata

"Anche io sparerei a un ladro" I commercianti hanno paura

«Io al suo posto sparerei». Il commento di Cesare Marinoni, 50 anni e un nome noto della gastronomia milanese e non solo, è secco quanto sicuro. Al posto del gioielliere che martedì ha sparato a un ladro in casa sua uccidendolo, anche lui non resterebbe passivo.

E non stiamo parlando di uno dei tanti che vivono le paure di questi giorni, amplificate dalla strage di Parigi che ha colpito luoghi non considerati a rischio, ma di un personaggio noto di Milano: «Non vivo in modo particolare l'ansia di stare a Milano: non ho paura a girare per la città, né di giorno, né di sera, così come non sono preoccupato se i figli tornano a casa tardi, ma se dovesse succedermi di trovarmeli davanti io tirerei il grilletto». E fino a pochi anni fa il commerciante teneva la pistola carica anche in casa, poi avendo dei figli piccoli preferì liberarsene, ma come lui in tanti non sentono proprie le frasi piene di rassicurazioni che vengono dalle istituzioni. Il questore Luigi Savina, il prefetto vicario Giuseppe Priolo, persino il governo continuano a parlare di una realtà più tranquilla di quella descritta dai media.

Reati in calo, economia in ripresa, città sicure. L'opposto di quanto percepito dai commercianti milanesi che hanno pure numeri migliori rispetto ai dati nazionali, «probabilmente grazie ai mesi di Expo» ha specificato il vicepresidente di Confcommercio Renato Borghi: per il 21% dei commercianti la situazione della sicurezza è peggiorata, contro il 32% nazionale, e stabile per il 74%, contro il 62. Rilevazioni emerse da un'indagine Gfk Eurisko presentata in occasione della mobilitazione nazionale di Confcommercio «Legalità, mi piace» che ha visto anche l'assegnazione del «Premio legalità» al Prefetto Francesco Tronca. Anche Anna Lucia Carbognin, presidente dei fioristi meneghini, spiega che la scelta di sparare è solo l'ultima ratio prima di persone che non si sentono protette e che ne farebbero volentieri a meno.

«Prima di arrivare a sparare dobbiamo avere più sicurezza e quindi più tutela, sono molto polemica perché rappresento un settore dove l'abusivismo e tanti altri fenomeni si conoscono bene, non è che tutte le volte devo chiamare la Polizia: io in città studi non vedo mai nessuno, il famoso vigile di zona non lo conosco eppure ho un'attività nel quartiere da 50 anni. Ultimamente poi si è lasciato andare molto la situazione e il degrado è avanzato, e aver lasciato le cose così come stavano non è una soluzione, se ci garantissero la sicurezza io non sparerei». Alfredo Scotti, 54 anni, presidente dei cartolibrai invece va controcorrente: «Io non sparerei, innanzitutto per la paura di sbagliare mira e poi a me già costa fatica portare mio figlio allo stadio con tutti i controlli che ci sono: credo che il miglior modo per garantire la sicurezza a Milano sia avere tanti piccoli negozi per avere tanti occhi sul territorio, se serve anche a disposizione delle forze dell'ordine».

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