Ansia e depressione: per 6 milanesi su 10 il sonno è un incubo

Metà dei cittadini usa farmaci, gli altri ricorrono a metodi naturali. Tra i motivi di agitazione stress e sostanze eccitanti

Siete un allodola o un gufo? I due uccelli sono simbolo di due tipologie di caratteri che fanno fatica a dormire, grave problema per i milanesi, visto che sei su dieci dormono male secondo uno studio condotto dal centro medico Sant'Agostino su un campione di mille e seicento individui. «Alcuni soggetti forzano il bioritmo e vanno a letto tardi, pur essendo «allodole», ovvero prediligono la sveglia all'alba. Altre invece non riposano perché essendo «gufi», ovvero amanti delle ore piccole, sono costretti a svegliarsi presto» spiega il dottor Michele Cucchi, direttore sanitario del Sant'Agostino.

Il 58% del campione analizzato soffre di disturbi del sonno. Tre le cause principali: ansia (34%), stress (31%) e depressione (19%). Per tamponare il 52% si serve dei famaci tradizionali, sonniferi e ansiolitici, e il 48% non va alle cause dell'insonnia, cercando di porvi rimedio con pillole trovate sui siti web. «L'igiene del sonno è un argomento delicato. Esistono persone che si svegliano più volte durante la notte, sudate e nervose. Sono gli ansiosi, che non smettono di preoccuparsi dei problemi giornalieri persino quando dormono, come se avessero un motorino interiore che tiene sempre accesa la macchina».

Le dieci ore di sonno, necessarie al cervello per ristorarsi, sono messe in crisi da abitudini alimentari poco consone al benessere corporeo. Le sostanze eccitanti come le pastiglie polivitaminiche o gli energy drink associati a pasti irregolari, assunti anche poco tempo prima di coricarsi, sono responsabili di tensioni nervose. Primo nemico del sonno è il caffè. Il 95% dei milanesi lo beve più volte al giorno. Il 26% alza la tazzina due volte in una giornata, il 52% lo fa ache quattro volte e l'11% arriva a cinque espressi. Anche il tè è un eccitante, perché contiene caffeina ed è assunto dal 44% dei milanesi, che non osservano la buona regola inglese: mai bere tè oltre le cinque del pomeriggio. Va di energy drink il 21% e di integratori vitaminici l'11%, entrambi disturbatori di un riposo corretto. In ogni caso che siate allodole, gufi o pipistrelli, ovvero amanti del sonno diurno più che di quello notturno, sta di fatto che contare le pecore per ore e ore è un esercizio molto dannoso. «C'è chi riesce a dormire per poche ore e poi si sveglia in orari mattutini molto anticipati. Sono i depressi che rimuginano i problemi».

Guardare la tv prima del letto, come fanno 4 milanesi su dieci, non fa bene, perché la luce artificiale tiene svegli. Ottima invece l'abitudine di predisporsi alla notte leggendo un buon libro, pratica consigliata molto rilassante.

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