Argerich e Barenboim Il duo di fuoriclasse che apre la Filarmonica

Lunedì ricomincia la stagione dell'orchestra Alle 20 il concerto della pianista argentina

Piera Anna Franini

La Filarmonica della Scala riparte dal direttore d'orchestra Daniel Barenboim & dalla pianista Martha Argerich. È con questa formidabile coppia argentina che la Filarmonica apre la sua 35ma stagione: lunedì alle 20 alla Scala. Barenboim torna dopo due anni sul podio di quella che per un bel po' è stata la sua orchestra, fino al 2014 era lui il direttore artistico del teatro, e dunque anche di quest'orchestra, che è ente privato e autonomo rispetto al teatro.

Barenboim dirigerà la Settima di Bruckner, e Martha Argerich sarà impegnata nel Primo Concerto di Beethoven. È la prima volta che i due amici di Buenos Aires collaborano alla Scala dove la Argerich manca da ben 20 anni. Tuttavia non è la prima volta che la pianista suona con la Filarmonica. L'abbiamo vista in giugno nel concerto in piazza Duomo e poi nel corso della recente tournée europea con Riccardo Chailly, attuale direttore musicale del teatro milanese. L'appuntamento di lunedì sigla l'amicizia dei due artisti che non si sono mai persi di vista, come dimostrano le incisioni discografiche di questo connubio.

Barenboim è nato pianista e ha affiancato a questa attività quella di direttore d'orchestra, talent scout e artista politicamente impegnato (anzitutto nel ristabilire un dialogo fra Israele e Palestina). Barenboim ricorda che con l'amica Martha si esercitava «nell'esecuzione di brani a prima vista, suonando con chiunque si esibisse in città». Lei replica che «Daniel all'epoca suonava davvero qualsiasi brano. Il suo vastissimo repertorio era strabiliante già all'epoca». Strabiliante repertorio per Barenboim. Ma strabiliante e ineguagliabile il pianismo di Martha Argerich che esercita la sola professione di pianista toccando però vette da primati. Perché è la pianista (donna) vivente più intrigante in assoluto. È la gran señora del pianoforte. Una signora fragile ed energica allo stesso tempo. Pare una leonessa quando raggiunge il pianoforte, e di fatto il suo carisma è tale da adombrare un'intera orchestra, sferra ottave, trilli, accordi d'acciaio con tecnica infallibile, una forza che non guasta il suono: sempre bello e tondo. Un camaleonte pronto a cambiare tinte e consistenze all'istante per un pianoforte che conosce tutte le gamme dell'espressione passando dal selvaggio percussivismo alla lirica pura. Rovescio della medaglia, l'interprete argentina da anni ha rinunciato al solismo nudo e crudo, preferisce la musica da camera o combinazioni con orchestre, e ciò perché le riesce difficile reggere ansie e stress che il palcoscenico vissuto in solitudine comporta.

La nuova stagione della Filarmonica proseguirà con appuntamenti diretti da Riccardo Chailly, Andrés Orozco-Estrada, Valery Gergiev, Fabio Luisi, Daniele Gatti, Peter Eötvös, Daniel Harding alla guida della Swedish Radio Symphony Orchestra, Myung-Whun Chung. Tra i solisti: Maurizio Pollini, Mario Brunello, Alessandro Taverna, Beatrice Rana, Patricia Kopatchinskaja (al suo debutto scaligero), Joshua Bell, e il vincitore del Concorso Ciajkovskij.

Nel frattempo sono giunte alla nona edizione le Prove Aperte della Filarmonica, a disposizione del pubblico e a favore del mondo non profit milanese (La Strada Onlus, La Lanterna Onlus, Amici di Edoardo Onlus e Azione Solidale Onlus). I quattro appuntamenti selezionati per il progetto saranno l'8 gennaio con Andrés Orozco-Estrada e Patricia Kopatchinskaja, il 19 febbraio con Fabio Luisi e il pianista Alessandro Taverna, la prova diretta da Riccardo Chailly con Maurizio Pollini il 5 marzo e la prova diretta da Myung-Whun Chung con Mario Brunello il 21 maggio.

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