Arrivano i presidi del Sud «Giù il posto non c’è ma ci torneremo presto»

In via Ripamonti, un’intera giornata per assicurare i presidi alle scuole di Milano e Lombardia. In tutto c’erano 190 sedi libere. E tutte quante sono rimaste tali. Oltre la metà dei posti era a disposizione per le nomine in ruolo, posti di fatto destinati agli «idonei» del Sud, perché le nostre graduatorie sono esaurite. Ma dal Sud sono arrivati solo 35 candidati presidi dei 103 previsti. Sta di fatto che non si è riusciti a sostituire nemmeno tutti i 50 arrivati lo scorso anno e subito tornati al Sud.
Ieri, dunque, erano tutti in fila per avere la sede da gestire. Nell’attesa ciascuno chiedeva consigli per sapere dove sistemarsi senza affrontare eccessivi costi di affitto. Uno dei presidi tornati a casa, Franco De Padoa, ha comunque trovato per il Centro comprensivo Leonardo da Vinci di Bollate, una sostituta, Vita Biundo, una docente di Partanna, in provincia di Trapani, vincitrice di concorso ordinario, la prova più impegnativa. Un caso esemplare. «Capisco le perplessità della gente del Nord perché arriviamo noi per un anno e poi ce ne andiamo - spiega -. Il guaio è che viviamo in un’Italia veramente divisa in due. Qui i vincitori di concorso ordinario da tempo hanno trovato una sede, da noi no. Scavalcati spesso da persone provenienti dalle graduatorie dei concorsi riservati. Questo in Lombardia e nelle altre regioni settentrionali non è successo. Ecco perché siamo costretti a venire al Nord».
Di fatto in Sicilia quest’anno sono stati immessi in ruolo 46 nuovi presidi, ma altrettanti sedi sono ancora senza titolare. E la professoressa Biundo per avere una sede ha dovuto trasferirsi a Milano. Un sacrificio per inseguire un sogno accarezzato da anni. «Mi sono decisa a intraprendere questa carriera - dice - perché avevo un preside che faceva fatica a organizzare la scuola. Allora mi sono detta: “perché non faccio io la preside?” Eccomi qui. La scuola milanese è una scuola seria, e un’esperienza qui sarà certamente utile per la mia carriera. Un’esperienza che sarà preziosa anche per qualche scuola della Sicilia». Perché inevitabilmente anche Vita Biundo appena potrà tornerà a Partanna, dove «ho lasciato marito, figlia e anche la mamma malata» per guadagnarsi una sede che grazie ai meccanismi adottati nell’isola, finora ha favorito e continua a favorire le persone, anche al di là dei meriti.
E intanto a Milano e Lombardia si stanno facendo i salti mortali per assicurare un preside a tutte le scuole. Anche dopo le immissioni in ruolo di ieri 175 istituti erano senza titolare, di cui 32 solo a Milano e provincia. Così si è tornati a dare a 25 «incaricati» il ruolo di presidi. Le altre sedi verranno dirette da altri presidi già in servizio. Presidi costretti a dividersi in due scuole contemporaneamente. Una situazione che fa dire ad Alessandro Dutto, segretario regionale dello Snals: «Il sistema così come è fatto non regge: per sbloccare una situazione che rischia di trascinarsi così anche in futuro, bisogna bandire nuovi concorsi». Più drastico il parere del direttore regionale Giuseppe Colosio: «Abbiamo una forma di reclutamento dei presidi assurda. Gli diamo una sede senza neppure poterli prima guardare in faccia. Per sapere se sono in grado di cavarsela. In qualsiasi azienda privata ciò non potrebbe mai succedere. Se vogliamo veramente garantire la qualità della scuola, questi meccanismi di reclutamento vanno cambiati al più presto». Per Colosio si tratta di sciogliere un nodo cruciale per la gestione delle scuole: «I presidi - dice - devono essere il punto di riferimento sul territorio per programmare un servizio in grado di promuovere le nuove generazioni e per dar loro la possibilità di entrare in un circuito economico di grande prospettiva. Per questo penso a una forte azione di sostegno per queste figure, ma anche a un intervento puntuale per valutare la loro capacità di gestione dell’attività didattica».
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