Assalto ai supermercati alla vigilia del "coprifuoco"

Le scuole, le palestre e le fiere: da oggi si ferma la città I negozi restano aperti, già partita la corsa alle scorte

Assalto ai supermercati alla vigilia del "coprifuoco"

Assalto ai supermercati, come se fosse la vigilia di Natale o «come in guerra», la battuta amara alle casse che battono scontrini a ritmi forsennati dall'orario di apertura. Gli scaffali si svuotano e vengono continuamente riassortiti, all'Esselunga sotto i grattacieli di Porta Nuova come in via Novara e in altre zone della periferia. Conserve e prodotti a lunga conservazione, acqua, pacchi di carta igienica, i gel disinfettanti invece sono esauriti da giorni. Segnalata anche una zuffa per accaparrarsi il cibo. Effetto Coronavirus. Non si parla almeno per ora di una serrata dei negozi e centri commercialo ma i milanesi temono che la situazione precipiti e giocano d'anticipo facendo scorta. La città questa mattina si sveglia in un clima da coprifuoco. Prima ancora che l'ordinanza regionale imponga per sette giorni, con la possibilità di prorogare per altri sette, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, scuole, musei, luoghi religiosi e dove si pratica sport e - solo dalle 18 alle 6 - cinema, teatri, discoteche, pub (salvi i ristoranti) in tutta la Lombardia, già dal mattino scattano cancellazioni di attività ed eventi fai-da-te. Un elenco in continuo aggiornamento. A Giorgio Armani che sabato sera aveva annunciato per ieri la sfilata a porte chiuse si è aggiunta Laura Biagiotti, annullato l'evento aperto al pubblico Moncler Genius in viale Molise che contava migliaia di iscritti. E la Camera nazionale della Moda che aveva lasciato autonomia alle griffe ha stabilito che gli ultimi due defilè in programma oggi saranno a porte chiuse e ha cancellato due eventi ieri sera. A Palazzo di Giustizia uffici e aule aperte ma rinviati i processi con pm, avvocati, clienti provenienti dalle «zone rosse», gli 11 Comuni del lodigiano sottoposti ad isolamento, sospesi i praticanti e il trasferimento di detenuti e le presenze in aula saranno contingentate. Rinviato il match Inter-Sampdoria ieri allo stadio di San Siro, per Milan-Genoa in calendario il primo marzo si valuta la partita a porte chiuse.

Il primo cda delle Olimpiadi 2026 avverrà in videoconferenza. Oltre agli impianti di MilanoSport molte palestre private hanno avvisato i clienti che le sedi resteranno chiuse «fino a nuova disposizione». Sospeso il «Trofeo Frigerio» programmato ieri al parco Verga, stop alla decima edizione del Trofeo Città di Milano (dal 28 al primo marzo), la sfida Sei Nazione femminile di rugby, le gare di volley maschile e femminile, campionati di basket. Rinviata la fiera del verde «Myplant & Garden» in programma a Rho-Pero, Confindustria cancella l'edizione 2020 di Connext, Radio Deejay la super festa domani all'Alcatraz, Ispi tutte le attività e le conferenze pubbliche a Palazzo Clerici fino a sabato.

Agli studi dentistici arriva la guida con le misure di prevenzione da Coronavirus (come ricambiare sempre l'aria tra un paziente e l'altro e anche in sala d'attesa) ma sembra che molti abbiano cancellato le prenotazioni in programma in questi giorni per tenere chiuso.

La Diocesi di Milano ha sospeso tutte le messe (le chiese resteranno aperte) e le attività negli oratori - chiuso ai turisti e niente celebrazioni anche in Duomo, per ora almeno fino a domani, mentre resterà resterà aperta l'area per le preghiere - e l'Arcivescovo di Milano Mario Delpini invia un messaggio di benedizione «su coloro che sono isolati o malati», sugli «uomini di scienza, i ricercatori e coloro che si dedicano alla cura dei malati». Funerali e matrimoni possano essere celebrati ma con la presenza dei soli parenti stretti. Anche l'Unione delle Comunità Islamiche (Ucoii) raccomanda a tutte le comunità islamiche delle aree dichiarate a rischio «di prendere contatto con le autorità locali e sospendere tutte le attività aggregative pubbliche, le cinque preghiere quotidiane inclusa quella congregazionale del venerdì, fino a nuovo aggiornamento».

E oggi scatterà per migliaia di dipendenti il telelavoro, una misura decisa da grandi aziende come Eni, Snam o Saipem per chi è isolato nelle zone a rischio ma che è stata predisposta da molti privati anche per i residenti in città, a scopo cautelativo.