Bastano 10 euro per un albero da dedicare a un caro defunto

Nel nuovo regolamento del verde parchi all'americana, soglie per potare le piante dei privati e guinzagli ai cani

Tante panchine di Central Park a New York hanno targhette d'argento. Mariti che ricordano le compagne di una vita, figli che dedicano una frase privata alla mamma che non c'è più, amici che ne prendono in giro altri, ex tifosi degli Yankees. Il concetto di «giardino condiviso» che la giunta comunale vuole promuovere a Milano è diffuso da lungo tempo Oltreoceano. Copiando il modello Usa, qui i cittadini potranno presto intitolare un albero della città a un caro defunto. Basterà pagare un contributo (tra i 5 e 10 euro) per posare la targhetta con il nome della persona scomparsa alla base del tronco. É una delle novità contenute nel nuovo regolamento del verde pubblico e - attenzione - anche privato approvato giorni fa dalla giunta. Sessanta articoli che dovranno avere il via libera dal Consiglio, e si prevedono ampie correzioni visto che già in commissione il centrodestra ha contestato l'eccessiva intrusione nelle proprietà private dei milanesi, che dovranno chiedere permessi anche per potare la pianta in giardino, limitarsi a «massimo il 20% del fogliame» e garantendo che «il ramo di ritorno sia di lunghezza almeno pari a un terzo di quello rimosso». Come regolarsi? Chi controllerà peraltro che il residente a casa propria non sia andato troppo pesante con la cesoie? E soprattutto: come pretendere di ergersi a paladini del verde proprio mentre in varie zone della città è montata la protesta contro per il taglio massiccio delle piante? I comitati fanno barricate in via Mac Mahon e via Benedetto Marcello e per i 573 tronchi che verranno sacrificati alla M4 (lo spettacolo in viale Argonne in questi giorni è desolante) sono montate polemiche da più fronti, Adriano Celentano compreso. E proprio ieri il Pd ha presentato la festa nazionale da mezzo milione di euro che si terrà dal 25 agosto al 6 settembre nei giardini vincolati dedicati a Montanelli. Anche la sinistra in zona 1 aveva bocciato la concessione dell'area ma il Comune ha tirato dritto. «Da una parte l'assessore al Verde Chiara Bisconti dice che si stanno occupando di tutelare la natura, dall'altra - sottolineano giustamente il consigliere Fdi Riccardo De Corato e di Fi Fabrizio De Pasquale - il Pd annuncia la festa con tre grandi concerti (Giuliano Palma, Irene Grandi e Club Dogo, ndr.) oltre a griglie, cucine e palchi». E chissà cosa dirà questa volta il Molleggiato dell'idea di intitolare gli alberi ai defunti, visto che nelle ultime settimane ha accusato il sindaco prima di «sgozzare» le piante e poi di «strangolarle». Tant'è, la giunta col regolamento dichiara guerra e multe a chi parcheggia sulle radici di un albero, avverte che sarà vietato potare piante su cui siano presenti nidi di uccelli o tane di piccoli mammiferi o usati «come dormitorio o posatoio da specie rare o di pregio». Le potature, salvo rischi all'incolumità, saranno comunque bandite dall'1 marzo al 30 settembre. Vietato tagliare anche le siepi durante il periodo riproduttivo, di nidificazione degli uccelli autoctoni e migratori. Stesse regole per giardini pubblici e privati, non si scappa. E si rischiano sanzioni. Per le aiuole, il Comune preferisce piante che producono bacche. Il regolamento ribadisce e accentua la tutela del verde monumentale e fa scattare l'obbligo di risarcimento immediato per danni causati agli alberi da qualsiasi cantiere. Infine, concede il libero accesso ai cani in tutte le aree verdi purchè legati al guinzaglio. Resteranno le aree dedicate nei parchi.

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