In bici a Stoccolma per far sorridere i bimbi

A volte le grandi sfide partono per caso. A volte perchè nella vita capita qualcosa che ti fa capire che è arrivato il momento di fare qualcosa per gli altri, per chi ha bisogno. Così alcune settimane fa Fred Morini ha deciso di partire da piazza del Duomo a Milano per dare una mano ( e i fondi raccolti) ai bambini in difficoltà. Da Milano a Stoccolma in bici, più di 2500 chilometri. Lugano, la scalata del San Gottardo, Zurigo. Poi Friburgo, Francoforte, Hannover, Amburgo puntando verso a Copenaghen fino a nord della Scandinavia. E quindi finalmente in Svezia e l'arrivo finale a Stoccolma. Più facile da raccontare che da fare, soprattutto in bici. Ma Fred Morini umbro di 38 anni, ex professionista della Gerolsteiner, non ci ha pensato un momento. Detto fatto, pochi giorni fa ha messo la parola fine alla sua «Raid Across Europe» una sfida nata per raccogliere fondi in favore della Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze e la Fondazione Casa Ronald McDonald per l'Infanzia. «Un viaggio per donare il sorriso a chi è meno fortunato- aveva detto Morini alla partenza- i bambini che dovrebbero solamente sorridere e giocare, ma che a volte sono vittime di un destino avverso e difficile». Una sfida non casuale, un anno dopo l'incidente sul lavoro che per mesi ha costretto Morini a vivere da paraplegico e che, dopo l'infortunio di 13 anni fa che aveva interrotto la sua carriera da ciclista, è stata un'esperienza che gli ha cambiato la vita. Oltre cento ore in sella ad una Bianchi per un'avventura solitaria partita da piazza Duomo e conclusa dopo dieci tappe a Stoccolma dove ad accoglierlo c'erano il patron italo svedese della Bianchi Salvatore Grimaldi, il figlio Tony e tutto lo staff del Bianchi Café & Cycles di Norrlandsgatan . “Sono felice, un'emozione fortissima che faccio fatica a descrivere con le parole — ha spiegato al suo arrivo un Fred più che commosso — spero di avere contribuito a far tornare il sorriso a qualche bambino sfortunato e alle loro famiglie. La Raid Across Europe mi ha dato ancora più forza per capire che solo lottando si possono raggiungere grandi traguardi, sportivi, ma anche umani in generale. Il primo bacio va a mia moglie Michela e ai miei figli Virginia e Christian che mi hanno seguito da lontano con grande affetto, poi un caloroso grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa incredibile pedalata da Milano a Stoccolma: mi riferisco a tutti i partners, gli sponsors e le singole persone che hanno contribuito alla causa della Raid Across Europe. Dal primo giorno del mio infortunio e durante la mia riabilitazione ho trovato la forza di andare avanti, anche grazie al calore e gli attestati di stima e affetto di tutti. Ma grazie anche ai tanti incitamenti, gli in bocca al lupo e ai tantissimi saluti che ho ricevuto durante queste lunghissime tappe ho trovato la forza di reagire sempre ad ogni momento di difficoltà”.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti