Bilancio, immobili all'asta. "Solo" 190 milioni dalle multe

In vendita quattro sedi in centro per far quadrare i conti. Attesi 25 milioni da Area C, 30 dalla tassa di soggiorno

Le casse comunali «stanno bene ma in maniera tirata». Il sindaco Beppe Sala riconosce che il governo Draghi «sta aiutando i nostri conti». E il punto di partenza, come ha spiegato ieri in Commissione l'assessore al Bilancio Roberto Tasca, erano 300 milioni di ricavi in meno rispetto al 2020. Cinquanta sono stati recuperati con il taglio delle spese. Altri 200 sono attesi da Roma: il decreto Sostegni è stato approvato due settimane fa e quella, in base alle stime, è la quota che arriverà a Milano per compensare il calo della tassa di soggiorno e della vendita dei biglietti Atm. «Non avremmo potuto fare il bilancio in assenza dell'intervento del governo - ammette l'assessore -, non sarebbe stato in equilibrio». Per far quadrare i conti ora il Comune punta sulla vendita di quattro «gioielli», gli immobili di via Edolo, largo Treves, via Porpora e via San Tomaso, a due passi da piazza Cordusio e il Duomo. Le aste con incanto si terranno a maggio, «le offerte minime in totale ammontano a 44 milioni, ne mettiamo a bilancio 50 e confidiamo che la cifra possa essere più alta» spiega Tasca. Alla luce del primo anno di pandemia, per il 2021 molte cifre sono state inserite ampiamente al ribasso. Le entrate dai biglietti Atm nel 2021 dovrebbero aggirarsi intorno ai 350 milioni (erano 490 nel previsionale 2020), in calo - ma non troppo, considerando che il traffico è nettamente diminuito - le multe, da 285 a 190 milioni, da 34 a 25 milioni gli incassi da Area C, da 55 milioni a 30 quelli dalla tassa di soggiorno (anche se l'anno scorso il Comune ne ha recuperati appena 15). Palazzo Marino ritirerà dividendi solo da A2a (60 milioni) e dalle Farmacie milanesi (1,7 milioni). «É chiaro che la mancanza incide, questo varrà fino a che Sea non potremo tornare a incassarli da Sea». Nel 2020 erano previsti 81 milioni ma il traffico aereo è crollato a il Comune non ha potuto incassarli, questa volta la cifra è zero. Cala dal 5,84 al 5,24% della spesa corrente totale la parte destinata a ordine pubblico e sicurezza, Tasca spiega che è legato al calo delle sanzioni e (quindi) delle notifiche (7,5 milioni in meno). Le entrate stimate sono di 3 miliardi e 377 milioni, quelle tributarie ammontano a 1 miliardo e 376 milioni (nel previsionale 2020 erano 1,4 miliardi).

Il capogruppo di Forza Italia Fabrizio de Pasquale contesta: «Sala chiede ai milanesi, e in particolare a imprese e commercio, la stessa mole di tasse comunali che versavano prima del Covid. La priorità oggi è salvare imprese e lavoro. E c'è il rischio che alcune entrate siano sovrastimare, dalla tassa di soggiorno agli oneri di urbanizzazione. Si abbia invece il coraggio di vendere le decine di immobili comunali occupati da centri sociali per abbattere le tasse e gli affitti alle imprese». Il consigliere Fdi Riccardo De Corato sottolinea che «la pandemia, come era logico aspettarsi, è durata più di qualche mese, forse era auspicabile rivedere già a marzo 2020 tutti gli investimenti del Comune». Anticipa che Fratelli d'Italia presenterà in consiglio comunale «una valanga di emendamenti affinchè, vista l'emergenza economica, si riducano o dove possibile si azzerino le tasse per commercianti e per le fasce deboli della popolazione».

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