Boom di esentati, pattuglie a rischio

Tra leggi, regolamenti e straordinari bloccati, gli organici non sono più sufficienti

Michelangelo Bonessa

La città sguarnita di notte. Scioperi, esenzioni di vario tipo e un regolamento varato al tempo della giunta di Gabriele Albertini rendono difficile trovare le pattuglie di polizia locale per i servizi dopo il tramonto. Il primo dei problemi è l'ultimo in ordine di tempo: venerdì l'assemblea di sindacalisti e lavoratori ha votato l'astensione dagli straordinari per ottenere una trattativa con l'amministrazione Sala. Palazzo Marino ha avviato una riorganizzazione della macchina comunale e si cerca di aprire un tavolo, ma intanto si rischia di aggravare una situazione già critica: su 3.026 agenti, pochi sono utilizzabili per ogni servizio, compresi quelli serali e notturni. E ora non ci saranno più nemmeno gli straordinari a tappare i buchi. Tutto questo perché le carenze di organico non sono di poco conto: sono 450, infatti, quelli da depennare da molti compiti perché compresi tra chi usufruisce della legge 104, quella che consente di evitare alcuni servizi per motivi di salute o per dare assistenza ai parenti disabili o invalidi. E proprio questi sono gli agenti che l'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza pensa di impiegare per la sorveglianza degli schermi delle telecamere: una sorta di pattuglia video per sfruttare i 1.800 occhi elettronici disseminati in città.

Poi, secondo l'Articolo 7 del regolamento del personale turnista, c'è chi raggiunge il «coefficiente 60 (somma tra età anagrafica e anzianità di servizio nella polizia municipale) ed è esonerato definitivamente dai turni notturni». E chi raggiunge il «coefficiente 70» che è esonerato anche da quelli serali. Il numero però riguarda buona parte dei ghisa: secondo quanto confermato dal Comune l'età media degli agenti è di 50 anni. Sarebbe dunque sufficiente essere stati assunti a 40 anni e lavorarne 10 per ottenere la prima esenzione, oppure 20 per avere anche la seconda. E generalmente i contratti si firmano prima della quarantina.

E non finisce qui: «Gli istruttori direttivi della polizia municipale con 50 anni di età e 10 anni nel grado» sono esentati «dai turni serali e notturni». Poi c'è il personale «appartenente all'ex VIII qualifica funzionale al raggiungimento del 55esimo anno di età è, a richiesta, escluso dai turni serali e notturni»". Quindi non restano molte risorse per organizzare la sorveglianza serale e notturna, una di quelle che spesso sono richieste da cittadini e comitati. Un impiego di più unità alleggerirebbe poi il lavoro delle altre forze di sicurezza, ma adesso non si può nemmeno più usare la leva degli straordinari. Se il sindaco Giuseppe Sala riuscirà a garantire un'adeguata protezione delle strade cittadine, lo dirà la riforma del municipio appena avviata; proprio i coefficienti potrebbero essere una dei nodi su cui agire per avere più pattuglie nelle ore buie.

Un altro sarà il problema dei vigili di quartiere: Palazzo Marino dovrà anche stabilire che rapporti intrattenere con i nuovi municipi che chiedono parte dei 3mila vigili. Ciò vorrebbe dire dividere in altri sottogruppi i pochi agenti pienamente disponibili e quindi complicare ulteriormente l'organizzazione dei pattugliamenti notturni. Però i nuovi assessori dei Municipi vogliono agenti per operare in autonomia dal Comune, ma Sala non sembra disponibile a concederli, optando per un'interpretazione restrittiva del regolamento che però imporrebbe una gestione condivisa della sicurezza. L'assessore Rozza ha appena completato il giro nelle zone per ascoltare consiglieri e cittadini, quindi la concertazione con i municipi è già stata rispettata. Almeno formalmente.

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