La caccia ai grandi evasori con finte residenze all'estero

Il Comune sposta la mira per incassare più fondi. E nel 2021 non versato il 10% di Imu, Tari e Tasi

La caccia ai grandi evasori con finte residenze all'estero

Caccia ai grandi evasori, a chi sottrae cifre importanti al fisco e spera di scamparla con la residenza fittizia all'estero anche se usufruisce tutti i giorni di servizi comunali, dall'asilo alle mense scolastiche per i figli. E da queste «tracce» si può partire per incastrare i furbi. Il Comune ha firmato (e aggiornato) il protocollo d'intesa con l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza per il recupero dell'evasione dei tributi erariali diretti o indiretti. La legge 248 del 2005 garantisce dal 2012 ai Comuni autori di «segnalazioni qualificate», decisive al recupero, una quota pari al 100% delle «maggiori somme accertate e riscosse». Nel 2013 il Comune ha incassato in questo modo 945mila euro, l'anno dopo 1,6 milioni, nel 2015 circa 2,1 milioni e nel 2016 sono saliti a oltre 2,3. Negli ultimi anni invece, come si diceva, sono cresciute le segnalazioni eppure si sono ridotte via via le cifre: da 1,3 milioni nel 2017 fino a 350mila euro nel 2020 a fronte di 370 segnalazioni. Da qui la scelta di virare sopratutto sui grandi evasori, specie dopo che quattro segnalazioni a fine 2021 sono bastate a portare nel Bilancio del Comune oltre due milioni di euro. «Non è il momento di rallentare nella lotta all'evasione - afferma il sindaco Beppe Sala che ha firmato la convenzione con il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini e il comandante regionale della Gdf Stefano Screpanti -. Questo periodo di difficoltà e incertezze ci richiama alla solidarietà sociale e quindi alla serietà nei confronti di chi, anche attraverso la residenza fittizia all'estero, agisce con l'unico scopo di sottrarre risorse alla collettività». L'assessore al Bilancio Emmanuel Conte fa presente che il Comune ha «investito molto sugli strumenti per la lotta all'evasione, abbiamo creato un polo modello in via Cenisio, riusciamo a ricostruire le situazioni debitorie anche attraverso i dati catastali», oltre che a verifiche sull'utilizzo di servizi come asili, mense o case popolari. L'Agenzia delle Entrate, che ha il compito di verificare le segnalazioni di Palazzo Marino e procedere con accertamenti e recupero del gettito, metterà a disposizione «il supporto necessario». E la Gdf farà direttamente le ispezioni nei contesti più delicati e rischiosi. Il comandante Screpanti sottolinea che l'evasione fiscale «è un fenomeno estremamente complesso, per fronteggiarlo serve un'azione combinata di tutte le Istituzioni interessate», uno scambio di informazioni che porta profitto a tutti gli enti in campo. Dal Polo catastale di via Cenisio il Comune segnala ad esempio fabbricati non dichiarati al catasto o immobili ancora intestati a persone decedute. Nel 2020, primo anno del Covid, ha realizzato 690 istanze di rettifica di errori presenti nella nella banca dati catastale e 25.772 atti di aggiornamento del catasto fabbricati, oltre che 5.676 visure e certificati e 4.125 visure planimetriche. Dal 2017 il Comune ha inviato all'Agenzia delle Entrate 1.478 segnalazioni qualificate ricevendo 2,7 milioni, nel 2021 ha inviato 222 input ma l'importo non è ancora noto.

Il Comune recupera invece «in proprio» i tributi locali. Nel 2019 ad esempio ha iscritto a consuntivo circa 666 milioni di Imu, 74 di Tasi e 300 di Tari e accertato per i tre tributi locali un'evasione totale di 110 milioni, Nel 2021 c'è stata una riduzione degli accertamenti legata alla pandemia, 98 milioni. L'evasione si aggira intorno al 10%, nella cifra non ci sono solo furbetti ma anche errori commessi non in malafede. I pignoramenti sono rimasti fermi due anni per la pandemia e negli ultimi mesi del 2021 è ripartito l'invio delle diffide. «Chi non è in regola con Tari e Imu - è l'invito del Comune - faccia ravvedimento operoso». O scatta la stangata.

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