Cronaca locale

Caldaia rotta: in classe col cappotto da 15 giorni

Caldaia rotta: in classe col cappotto da 15 giorni

In classe col cappotto. E ora il freddo è arrivato davvero. Potrebbe sembrare addirittura un esperimento sulle capacità di sopportazione (e pazienza) umana quello cui sono sottoposti gli alunni (ma anche i docenti e il personale) di un'intera ala della scuola di via Maffucci a Milano.
Da 15 giorni circa, l'inefficienza di qualcuno - che evidentemente avrebbe dovuto verificare o garantire il corretto funzionamento dell'impianto - li costringe a fare lezione al gelo. Lo stesso grave disagio ovviamente lo patiscono gli insegnanti. I bocchettoni da cui dovrebbe uscire aria calda, infatti, non danno segni di vita, probabilmente per un problema alla caldaia. E questa situazione si è verificata in due classi e in altri locali pubblici dell'istituto. Pare inoltre che lo stesso problema sia stato riscontrato anche in altre scuole della zona (la 9) e che tutti siano stati segnalati come «urgenti» o «urgentissimi» al Comune. Tre giorni fa dal caso di via Maffucci si è occupato anche il Consiglio di zona 9, approvando con i voti di tutti i gruppi politici (salvo due astenuti) una mozione presentata dal consigliere di zona di Forza Italia Federico Illuzzi. «Nonostante la preside della scuola l'abbia già fatto presente al Comune e la situazione sia ben presente alle autorità competenti – ha spiegato Illuzzi – ancora nulla è cambiato». Oggi è domenica e la scuola è chiusa ma ancora ieri, secondo quanto riferisce Illuzzi, la situazione non era stata risolta, nonostante il gran parlare di manutenzioni scolastiche.
Il caso della scuola di via Maffucci è evidentemente noto a tutti, anche perché pare che sia ormai annoso. I genitori degli alunni che la frequentano sono giustamente arrabbiati e gli insegnanti altrettanto.

Il documento di Illuzzi, firmato anche da altri colleghi, è stato presentato in Consiglio di zona, “nella speranza che qualcosa cambiasse con urgenza – come spiega ancora il consigliere – ma ancora nulla di fatto e circa cento persone tra docenti e alunni sono costretti a fare lezione intabarrate coi cappotti in aule simili a celle frigorifere”.

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