«Il candidato è Pisapia ma il Pd ha tante opzioni»

Il segretario dei democratici mette in chiaro i rapporti di forza: «Se Giuliano fa il leader politico deve decidere quali obiettivi ha»

«Il candidato è Pisapia ma il Pd ha tante opzioni»

«Pisapia è il nostro candidato e ha tutto il tempo per decidere» ma «il Pd ha tante opzioni da percorrere». Il partito di maggioranza ora non si nasconde più. Sfodera i suoi numeri - iscritti e voti - e avverte: «Noi non temiamo nessuno». Lo scontro è divampato pubblicamente a sinistra con le parole del sindaco, che alla festa di Sinistra e libertà ha platealmente bocciato la linea dell'alleato di maggioranza, tanto da meritarsi il rimbrotto del segretario Bussolati, che ha avuto gioco facile nel ricordare al sindaco che il Pd è «il solo soggetto che ha i numeri di un vero movimento politico» e per questo vuole rispetto. E il giorno dopo non ci sono passi indietro. Pisapia insiste e Bussolati non cede: «È molto più bravo come sindaco che come leader di partito».

Allora, Bussolati, Pisapia non sembra tanto conciliante, non sembra solo un malinteso.

«Quella frase, un po' pasticciata, è legittima se detta dentro un partito, Sel, che si interroga sul suo futuro e ragiona se confluire o no nel Pd».

Ma oggi, forti dei risultati di Atene, sembrano convinti loro di portare via un pezzo di Pd.

«Non credo. Il risultato greco è di chi chiede più politica in Europa, discorso sovrapponibile a quello di Matteo Renzi. Credo che Tsipras e Renzi andranno d'accordo».

Forse la confusione della festa di Sel deriva dal fatto che ancora non si è capito se Pisapia è o no un esponente di Sel?

«Mi sembra che un pezzo di Sel voglia confluire in un'altra sinistra e un altro pezzo, di cui fa parte anche il sindaco, vuole costruire un ponte con noi».

Lei ha detto che Pisapia come sindaco è più bravo che come leader politico?

«Come sindaco noi lo sosteniamo. Se decide di fare il leader politico deve decidere chi rappresenta e con quali obiettivi. E io lo posso criticare quando fa un'analisi politica».

E come candidato lo volete davvero?

«Ha tutto il tempo per decidere. Non abbiamo fretta, non mettiamo limiti. Detto questo, il Pd ha diverse opzioni da percorrere».

Avete nomi alternativi? Candidati di partito o nomi nazionali?

«Ne abbiamo tante alternative. Rispetto a qualche anno fa siamo molto cresciuti da questo punto di vista ma non vorrei fare il gioco delle figurine prima di avere l'album».

Siete contenti di come è amministrata Milano?

«Quando abbiamo avuto delle cose da dire le abbiamo dette. Penso alle nostre direzioni di partito, sulla casa o sui luoghi di culto».

Sulle moschee avanti così?

«Sui luoghi di culto abbiamo collaborato con un parte dell'opposizione facendo approvare a tutti un documento sul tema della sicurezza».

Sulla casa vi giocate molto...

«Sì, è vero. Ma Pisapia ha accelerato molto con l'affidamento a MM. Aler è un bubbone mal gestito per anni dalla Regione».

E il superamento di Equitalia? Sulle cartelle è il caos.

«La sburocratizzazione e l'efficienza sono una priorità. Il nostro obiettivo principale sono l'occupazione e lo sviluppo».

Intanto Milano ha stangato sulle tasse. Niente da ridire?

«Tutti i Comuni hanno dovuto alzare i tributi perché i governi hanno scaricato sugli enti locali i tagli. In prospettiva io credo che dobbiamo ridurre le tasse».

E se l'area di sinistra «alla Tsipras» volesse fare la sua corsa con un suo candidato?

«Il nostro candidato è Pisapia. Non so se qualcuno vuole un altro candidato. Noi non temiamo nessuno e puntiamo a governare. Se questa area vorrà contribuire a governare bene, se vuol fare solo opposizione...Mi dispiace ma il problema non si porrà».

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