Il capotreno picchiato due volte

Erano in sei e non in tre e per viaggiare sul treno senza pagare il biglietto si sono arrampicati sui finestrini. Poi, quando sono stati scoperti, invece di pagare la multa, hanno preso a cazzotti due dipendenti di Trenord.

È questo l'identikit dei tre giovanissimi (un maggiorenne e due minorenni), bloccati dopo l'aggressione di giovedì scorso ai danni del capotreno, sulla direttrice proveniente da Milano Porta Garibaldi di Trenord. Un'aggressione, anzi una duplice aggressione. A un giorno di distanza dal fatto, ricostruito dai carabinieri di Monza, la dinamica si è fatta più chiara, così come il comportamento del gruppo di giovani da cui sarebbe emerso il trio più violento.

E vediamo la ricostruzione dei fatti più nel dettaglio. Verso le 16 il convoglio, appena ripartito da Monza, è arrivato in Stazione ad Arcore. Ma già dal capoluogo della vecchia provincia, il capotreno aveva notato la «bravata» del gruppo di ragazzini. Uno ad uno sono stati visti infilarsi nelle carrozze del treno regionale passando dai finestrini, forse convinti di farla franca o solo per provare il brivido del trasgredire le regole, senza contare il rischio di potersi fare male.

Quando il convoglio si è fermato ad Arcore, il controllore ha avvicinato il gruppo dei sei ragazzi che gli sono apparsi con l'aria da “sbruffoncelli”, chiedendo loro il biglietto. Uno dei sei, facendo il gradasso più degli altri, per dimostrare la sua indole di leader, si è alzato e ha sferrato un cazzotto al controllore, colpendolo in pieno volto. Nonostante la situazione di grave emergenza, senza scomporsi il capotreno è sceso, andando a cercare l'aiuto di un collega per riuscire a fare fino in fondo il suo lavoro. Risalito a bordo del treno con l'intento di identificare i ragazzini e contestare loro il verbale, il capotreno è però stato nuovamente aggredito e con lui anche il secondo dipendente Trenord appena montato in carrozza.

A questo punto il gruppo dei sei ragazzi si è diviso in due: chi ha scelto di perseverare e chi invece si è fermato. Tre dei giovani ragazzi, che risultano studenti regolarmente iscritti in scuole di Sulbiate (Monza), nati da famiglie di origine magrebhina ma cresciuti in italia, hanno reagito rincarando la dose, mentre gli altri tre sono rimasti fermi. A quel punto, dopo aver fatto andare le mani, i tre sono stati abbandonati dagli altri giovanissimi che se la sono data a gambe, proprio quando la pattuglia dei carabinieri stava arrivando sul posto.

I due dipendenti Trenord, trasportati all'ospedale di Lecco, sono stati dimessi con dieci giorni di prognosi per contusioni varie, ma non gravi. Il maggiorenne del trio, responsabile dell'aggressione, è stato arrestato per aggressione a pubblico ufficiale e lesioni, e la convalida del suo fermo è arrivata ieri mattina per direttissima in Tribunale a Monza. Attualmente agli altri due coinvolti, entrambi minorenni, è stata contestata una denuncia a piede libero con le medesime accuse. Sugli altri tre ragazzi che sarebbero di fatto stati presenti durante l'aggressione, sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri. Certo è che oggi il mestiere di capotreno sta diventando un lavoro per temerari.

Erano sei i giovani saliti sul treno senza biglietto: a metà della vicenda il gruppo si è diviso a metà.

Il capotreno è stato aggredito due volte: dopo essere sceso per cercare l'aiuto di un collega, è stato aggredito ancora.

Erano le quattro del pomeriggio, ancora in piena luce, quando il treno è arrivato nella stazione di Arcore.

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