«Caro Supermario, anche da Liverpool fai un gol per il campo del tuo paese»

Tutti (o quasi) sono dispiaciuti che Mario Balotelli se ne sia andato sbattendo la porta in faccia ad amici e nemici, ma uno in particolare ha preso quell'addio di Supermario come un fatto personale e una mancata promessa non mantenuta.

Danilo Caironi, sindaco interista di Limido Comasco, il paesino dove Balotelli risiedeva in una villa della zona di via della Filanda, ha per l'ex rossonero parole di elogio: «In paese si vedeva poco e, sia con me sia con i concittadini, non ha mai intrattenuto particolari rapporti, però nessuno ha da fare recriminazioni sul suo comportamento perché è sempre stato corretto ed educato».

Qualcosa però è rimasto sullo stomaco al primo cittadino di Limido Comasco, perché a Balotelli era stato chiesto un contributo economico per sistemare il campetto dell'oratorio, due porte, poca erba e tanti sassi e il giocatore aveva fatto capire che, un giorno o l'altro, sarebbe intervenuto. Già, ma i giorni passavano e Balotelli, in tutt'altre faccende affaccendato (pensava forse ai sei milioni netti di ingaggio che gli avrebbe dato il Liverpool) aveva riposto la bella promessa in un cantuccio.

Promessa che però ora Caironi gli ricorda: «A parte il fatto che, pur essendo io di provata fede nerazzurra sono dispiaciuto che il campionato italiano perda un campione come Supermario, per quanto riguarda l'aiuto per il campetto avevamo compreso da tempo che probabilmente erano solo parole, però la speranza c'è sempre e la partita non è chiusa. Spero che Mario si ricordi dei nostri ragazzini e doni loro un campo su cui giocare».

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