«Alla caserma Montello neppure un siriano Sono solo clandestini»

I timori leghisti dopo il sopralluogo fra i letti «In quei dormitori ci stanno 6mila persone»

Maria Sorbi

Hanno guardato i profughi in faccia, uno ad uno. «No, non c'è nemmeno un siriano tra loro». L'assessore lombardo alla Sicurezza Simona Bordonali e il deputato della Lega Paolo Grimoldi hanno trasformato in certezza quello che fino a ieri era solo un sospetto. Cioè che, al momento, tra gli 83 ospiti della caserma Montello non ci sono rifugiati né persone che fuggono realmente dalla guerra. E - quel che è peggio - si sono resi conto di quello che accadrà nel prossimo futuro: girando all'interno della caserma in via Caracciolo, hanno capito che là dentro potranno essere ospitati molti più profughi rispetto ai trecento previsti dal bando della prefettura. «Alla Montello ci sono seimila posti letto - sostiene Grimoldi - e al momento i migranti occupano solo un piano del dormitorio». Quindi, in teoria, alla prefettura basterà indire un nuovo bando per poter ampliare il numero di ospiti e le porte dell'enorme struttura a un passo da piazza Firenze si apriranno di nuovo. Le attrezzature non mancano e le cucine che fino a pochi mesi fa servivano 6mila militari, sono più che adeguate per servire i nuovi ospiti.

Nei prossimi giorni arriveranno altri profughi. Non è dato sapere né quanti né quando per ragioni di sicurezza. «Altro che accoglienza diffusa - commenta Grimoldi - Con il via libera all'utilizzo delle caserme, le prefetture scavalcano sindaci e amministratori locali». «E quel che ci preoccupa - rincara l'assessore Bordonali - è che, man mano, verranno utilizzate tutte le caserme dismesse della Lombardia, senza che nessun profugo irregolare venga rispedito indietro e senza che si ponga un limite al numero degli ingressi». Oggi l'assessore della squadra di Roberto Maroni sarà a Roma e domani prenderà parte alla commissione delle regioni sull'immigrazione: «Anche lì ribadirò il concetto che i migranti vanno distribuiti sul territorio e non concentrati solo in alcune sedi».

Un grosso rammarico resta: la legge di Stabilità prevede 4 miliardi di euro per l'accoglienza. «Quella cifra - si scalda Grimoldi - servirebbe a risolvere il problema delle pensioni. Invece la utilizziamo per mantenere dei clandestini. Sono state stanziate risorse eccessive».

Il Comune, che non ha parola su quello che accade all'interno delle caserme, ha coinvolto i migranti della Montello in azioni utili alla città, dalla pulizia dei parchi del quartiere (piazza Firenze, parco Tolentino) e di aree verdi come via Pascarella e Parco della Basiliche. Ma i residenti continuano a non gradire la loro presenza. «Non è tanto per la situazione ad oggi - spiega una rappresentante del comitato di quartiere - ma per quello che accadrà. Il timore è che arrivino molte più persone rispetto ai 300 immigrati annunciati. Ci hanno promesso più ronde, più presidi, più illuminazione e soprattutto controlli sanitari sui migranti. Stiamo aspettando».

La situazione è tesa anche attorno alla caserma di Montichiari, nel bresciano, dove sono cominciato i lavori per preparare la struttura ad ospitare 150 profughi. Come provocazione, l'assessore lombardo all'Urbanistica, Viviana Beccalossi, vuole che la struttura non sia più intitolata all'aviatore Pietro Serini, ma propone di ribattezzarla «campo profughi Renzi-Alfano». «Mai un eroe della patria avrebbe voluto essere associato a un centro per clandestini» sostiene.

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