Cav di nuovo in campo prepara il "cappotto" nei 103 Comuni al voto

Azzurri più forti verso le urne del 10 giugno M5S-Lega al Pirellone: spinta all'autonomia

Cav di nuovo in campo prepara il "cappotto" nei 103 Comuni al voto

Il Cavaliere-Higlander. «Sono felice per Silvio, un presidente davvero immortale» twitta l'ex governatore leghista Roberto Maroni ieri mattina dopo aver appreso della riabilitazione politica concessa dal Tribunale di sorveglianza di Milano a Berlusconi. Cadono gli effetti della legge Severino, il leader di Forza Italia è di nuovo candidabile. La notizia galvanizza il partito che anche in Lombardia (e non solo a livello nazionale) si sente più forte in vista delle amministrative del 10 giugno in 103 Comuni del territorio. Con il Pd ai minimi storici e il Movimento 5 Stelle che al nord neanche alle Politiche del 4 marzo ha sfondato, il centrodestra si prepara al «cappotto». Mentre Forza Italia Giovani bombarda Facebook con manifesti virtuali di vittoria («finalmente è finita un'ingiustizia durata 5 anni, grande Presidente») e un paio di fan si piazzano davanti alla villa di Arcore con la bandiera del partito e l'inno «Meno male che Silvio c'è» a tutto volume, la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini afferma che «giustizia è fatta» ed è la fine di «un calvario durato 5 anni che non ha permesso a Berlusconi di essere candidato come milioni di italiani gli chiedevano. Ora l'Italia potrà contare ancora di più su di noi». É la giornata dell'orgoglio azzurro. Per il deputato lombardo di Fi Claudio Pedrazzini «finisce così una bruttissima pagina della nostra vita istituzionale e s restituisce agli elettori liberali e moderati la possibilità di esprimersi direttamente a favore del leader in cui si sono sempre riconosciuti», l'assessore regionale Giulio Gallera aggiunge che «con il nostro presidente di nuovo in campo oggi siamo più forti».

Ma ieri era anche il giorno del vertice (quasi) decisivo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sul contratto di governo e tre ore prima che il segretario della Lega varchi l'ingresso del Pirellone, la sede scelta per il summit che vale anche come un patto sancito sull'autonomia lombarda dopo il referendum del 22 ottobre che già aveva visto alleati Carroccio e Movimento 5 Stelle, dall'ex candidato sindaco e segretario di Energie per l'Italia Stefano Parisi arriva un appello. «Salvini si fermi, non faccia l'accordo con Di Maio - afferma -. La riabilitazione di Berlusconi apre nuove prospettive per il centrodestra che si presenterà più forte. Appoggiamo un governo di garanzia che dia il tempo al Parlamento di correggere la legge elettorale e torniamo al voto, questa volta possiamo vincere davvero».

La trattativa verso il governo giallo-verde prosegue però al 23esimo piano del Pirellone. Arrivano messaggi di fiducia trasversali sull'attenzione al tema dell'autonomia e dello sviluppo del territorio. Persino il segretario metropolitano reggente del Pd Paolo Razzano su Facebook premette che «a Salvini e Di Maio non affiderei nemmeno il governo della cuccia del mio cane» ma ammette che «incontrarsi a Milano è un segno di attenzione a questo territorio da non sottovalutare». Ci conta, ça va sans dire, il governatore leghista Attilio Fontana che definisce Salvini «un fuoriclasse. Ha cambiato il movimento nazionalizzandolo e grazie a questo cambiamento sono già stati fatti passi avanti molto importanti in tema di autonomia e federalismo».

Non si tirano indietro dalla sfida i grillini lombard. Il consigliere lombardo Dario Violi, che ha prestato alle delegazioni romane l'ufficio, precisa che l'eventuale patto di governo Carroccio-M5S non cambierà gli equilibri sul territorio, «il Movimento continuerà a fare opposizione in Regione, anzi insegneremo al Pd come si fa, ma siamo disponibile a lavorare insieme alla Lega sull'autonomia.

Penso che sia una necessità espressa anche con un referendum dai lombardi». Alle 18.20 Salvini pubblica su Facebook la foto che lo ritrae al tavolo con Di Maio: «Come promesso, lavoro fino all'ultimo per dare un futuro migliore all'Italia».

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