"Il Cavaliere girerà per i quartieri di tutta Milano"

"In lista donne, padri separati e indipendenti"

Onorevole Mariastella Gelmini, Berlusconi ha un super candidato per Milano. Chi è?

«Il centrodestra non fa a gara a scegliere prima ma ad avere un candidato adeguato. A oggi c'è sul tavolo il nome di Sallusti, giornalista che stimo, persona capace di parlare in tv alla gente con schiettezza e semplicità e questo è un tratto assolutamente positivo».

Insomma, lei sarebbe favorevole?

«Vedremo le scelte che farà Berlusconi, ma io lo valuto positivamente. Con un'accortezza: il centrodestra non deve fermarsi alla piazza di Bologna. Lo sforzo che deve fare Sallusti o chi altri sarà il candidato è andare oltre il centrodestra, recuperando i voti di quelli che non hanno tessere e non vanno più a votare».

Mancano all'appello i voti moderati o c'è un altro elettorato dormiente?

«Dico una cosa da segretaria di partito: il partito più adatto a raccogliere questi voti è Forza Italia e per questo serve un candidato forte. I voti non sono moderati nel senso di pensiero debole: bisogna dare alla gente ragioni per andare a votare».

Quali sono le ragioni?

«Serve una persona senza puzza sotto il naso, capace di battere palmo a palmo la città, di ascoltare e farsi interprete dei problemi della gente. Milano è una città internazionale e serve anche una visione internazionale».Chi vincerà le primarie?«Si sa già: Sala, perché è la volontà di Renzi. Sono primarie addomesticate».

E quando avverrà la scelta nel centrodestra?

«Le nostre scelte non sono scandite dalle primarie. Quando siamo pronti, ben venga. Ci sarà un confronto all'interno dei partiti e poi un modo semplice e diretto per comunicarlo».

Forza Italia va ai gazebo. È sufficiente per mobilitare i milanesi?

«Noi andiamo in piazza per ascoltare i milanesi dove vivono. Berlusconi vuol prendere le distanze dal clima delle primarie, ormai un reality, un'isola dei famosi con i milanesi costretti a vedere i loro capricci e poi a votare col televoto. Si discute del pavé in via Torino e si ignora la città».

Berlusconi oggi sarà a Baggio e Lorenteggio. Ci spiega questa scelta?

«Lui vuol dare il via a una sua presenza quartiere per quartiere con Forza Italia, come segnale d'attenzione alla gente nei luoghi in cui vive. Baggio è una realtà in cui si entra a contatto con i problemi della vita quotidiana».

Candiderete i nomi forti di Forza Italia?

«Io penso a uno schema diverso. Credo che tutti i consiglieri vadano ricandidati, perché abbiamo una classe dirigente formata: alcuni hanno fatto parte delle giunte Moratti e Albertini. Non dobbiamo disperdere questo patrimonio. Ma dobbiamo anche aprire».

Una lista aperta a chi?

«Mi batterò per una lista aperta a indipendenti: padri separati, associazionismo di quartiere, testimoni di problemi. No a una lista grigia, solo di partito. La vorrei con tante donne e lancio un appello: abbiano il coraggio di metterci la faccia».

Chi sarà il capolista?

«L'idea di Tatarella di lasciare vuoto il posto di Berlusconi mi è molto piaciuta. Noi viviamo in una stagione di democrazia sospesa, in cui scambiamo le primarie per le elezioni: così ci troviamo un premier non eletto e Berlusconi escluso violando la Costituzione».

E il numero due?

«Ho stima per persone qualificate, da Tatarella a Bestetti. Non sarà difficile trovare la persona adatta».

Che cosa pensa delle unioni civili?

«Vedo un grande imbroglio nel modo in cui il governo comunica il ddl Cirinnà. Viene presentato come se fosse il riconoscimento delle unioni civili e invece con le unioni civili non ha niente a che spartire, perché introduce l'omologazione con il matrimonio e l'adozione per le coppie omosessuali. È un pasticcio giuridico con due strafalcioni. Se fosse stato un progetto per riconoscere le unioni civili come formazione soaciale, avrebbe avuto i voti di tutti». SCot

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