Il cda rifiuta l'«andazzo» sull'Idroscalo

Il presidente: «Dubbi su concessioni, fondi e timori per il futuro dell'hub»

Gestione «opaca» nel passato e poca chiarezza sul futuro. La denuncia arriva dal cda dell'Idroscalo e chiama in causa in primis Beppe Sala che è (anche) sindaco della Città Metropolitana. A lui il presidente Paolo Taveggia, a nome degli altri membri del consiglio, esprime forti preoccupazioni sul futuro dell'ente. Nella lunga missiva, indirizzata anche agli altri soci dell'Idroscalo (il governatore Fontana e i sindaci di Peschiera e Segrate, oltre che alla vicesindaco dell'ex Provincia Arianna Censi che viene criticata in vari passaggi) Taveggia sottolinea «alcune distorsioni che a nostro parere si sono verificate tra la pubblica amministrazione e il nostro organismo», l'impatto «con un ambiente che non ha mai collaborato, fermo a metodi di lavoro sorpassati e ancorati a una mentalità vecchia di decenni» quando invece «a inizio mandato ci era stata prospettato un lavoro e un impegno a servizio totale, dai bisogni delle famiglie al prestigio dei Campionati del mondo». Il cda «non ha trovato nel direttore Di Cataldo (ormai ex, è stato sostituito a novembre ndr.) alcuna collaborazione, non abbiamo mai ricevuto risposte serie e documentate alle domande poste e non siamo riusciti a vedere documenti sulle concessioni in essere anche se più volte richiesti». Le cose «sono cambiate col nuovo direttore». Ma il forte deficit informativo e le notizie parziali e fuorvianti ricevute hanno ingenerato la convinzione che ci fosse qualcosa che non andava». Ancora «a novembre la vicesindaca ribadiva la fiducia nel direttore, solo la nostra insistenza e le prove evidenti del malfunzionamento hanno prodotto la sostituzione». E «una serie di avvenimenti incresciosi» obbligano il cda a porre una serie di domande alla Città metropolitana. Intanto, come intenda coprire i 650mila euro all'anno che verranno a mancare con la fine della collaborazione con la società pubblica Cap: «La ricerca di sponsor autorevoli e affidabili al momento impraticabile perchè lo stato dell'Idroscalo non è appetibile per investimenti privati di alto livello». C'è poi la causa aperta con Idroscalo Club, a cui il cda non ha rinnovato la concessione. «L'avvocatura - denuncia Taveggia - ha presentato memoria difensiva senza concordarla col cda ma con l'ex direttore. Abbiamo solo ora potuto esaminare il bando e domandiamo tra l'altro come mai non sono mai state rilevate le feste notturne, che lì si tengono e sono espressamente proibitem o come mai l'angolo del Club è pieno di pubblicità anche se è proibito». La domanda clou al sindaco Sala e alla vice Censi è: «Avete davvero intenzione di trasformare l'Idroscalo come hub e farlo diventare un gioiello ambientale e sportivo? Se sì siamo ancora insieme per questo processo, ma deve essere un sì deciso che non ci umili con inutili e triti riti della vecchia politica».

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