In cima al Duomo col batticuore inseguendo Belén

Un tempo ci salivi di corsa per incontrare il moroso. Senza fiato. Esattamente come ieri, quando però, in cima al Duomo, fra guglie e gargoil meneghini, ad attenderti, non c’era alcuna dolce metà ma una meta, un appuntamento col dottore per vedere come vanno gli affari di cuore. Sentimenti a parte. Duecento gradini più uno per fare un po’ di fatica e misurare il livello di ossigeno nel sangue e il numero dei battiti, a riposo alla base della scalata, e poi sotto sforzo, una volta in vetta. Obbligatorio dichiarare peso altezza e propensione al tabacco. L’occasione del check up è la settima edizione di «Cuore e salite», organizzata dalla Onlus «Per il Policlinico» con il supporto della Fondazione Ircss Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli, Regina Elena e il contributo della Scuola di specializzazione in cardiologia della Statale di Milano. «Uniamo il bello di un tour culturale gratuito all’utile di una visita medica», spiega Claudia Buccellati, presidente della Onlus che per questa edizione ha potuto contare su due tipologie di testimonial azzeccatissime, pur diverse: il Comando del Presidio Interforze era rappresentato da delegazioni di Esercito, Aeronautica, Carabinieri, Marina oltre che Guardia di Finanza. Loro che hanno sempre un grande cuore nel pensare alla sicurezza della città ieri arrancavano dietro all’altra testimonial dell’iniziativa, Belén Rodriguez. Issata su tacchi (almeno) 12 in camoscio scuro, fasciata da jeans strettissimi, maglietta d’ordinanza e capelli al vento, la bella argentina non si è fatta intimidire dal perfido sequel di «basell» meneghino, anzi si guardava intorno stupita fra i ricami di pietra del tetto del Duomo. Dissimulando la fatica: «Riesco ad andare in palestra solo due volte al mese, ma mi tengo in forma ballando e facendo e l’amore». Un ottimo metodo anche se meno scientifico di quello approvato dal Professor Fabio Magrini, responsabile dell’Unità operativa di Medicina interna cardiovascolare della Fondazione: è lui ad incrociare ogni anno i dati dello screening: «La partecipazione è sempre maggiore, anche 500 persone - spiega il professore -. Molti sono turisti stranieri, di solito più allenati, ma fra gli italiani sono gli uomini ad avere il cuore più allenato delle donne». Camminare veloci, preferire le scale all’ascensore e far riposare il cuore di notte sono i tre comandamenti per vivere senza batticuore. Anche se «con Belén davanti è dura», spiega un militare. Fra i più allenati l’assessore regionale alla Sicurezza Davide Boni: in cima alle guglie il livello di ossigeno non è calato e il battito è quasi immutato. Un vero sportivo. Belén invece ha un po’ il fiatone: una sbirciatina ai suoi valori. Molto simili ai miei: almeno quanto a cuore, ho le sue stesse misure!

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