È la città dove si vive meglio ma solo Napoli ha più reati

Prima nella classifica del «Sole» sulla qualità della vita I nodi sono sicurezza, processi lunghi e affitti carissimi

È la città dove si vive meglio ma solo Napoli ha più reati

A Belluno si continua a respirare un'aria più buona ma - fedele allo slogan lanciato due anni fa per attirare turisti Milano è «the place to be», il posto dove stare. Dopo aver sfiorato la vittoria quattro volte arrivando seconda (nel 2003 e 2004 sotto la giunta Albertini e nel 2015 e 2016 con Pisapia), per la prima volta conquista il primato della città e provincia dove si vive meglio in Italia. A decretarlo è la tradizionale classifica del Sole24Ore sulla Qualità della vita arrivata nel 2018 alla 29esima edizione. L'indagine mette a confronto le prestazioni secondo 42 indicatori di benessere (tra cui lavoro, cultura e tempo libero, sicurezza, ambiente e servizi) e Milano si piazza per sette volte sul podio. Nella classifica generale la seconda provincia più vivibile è Bolzano (l'anno scorso era quarta) e la terza Aosta (era seconda). Scala tre posizioni Roma ma è solo 21esima e il fondo alla classifica c'è Vibo Valentia.

Ca va sans dire, dopo Expo Milano viene citata come la città del nuovo Rinascimento, come la metropoli che si confronta con i sindaci di Parigi, Barcellona o Chicago piuttosto che con Virginia Raggi a Roma e ora che si candida ad ospitare in tandem con Cortina le Olimpiadi invernali del 2026 lancia (anche) una società pubblico-privati sul modello della London&Partners per attirare più turisti, imprese, talenti e studenti stranieri. Il primo posto in classifica è la ciliegina e un altro spot per il sindaco Sala che ieri ha commentato: «É una buona notizia, speriamo che siano contenti più che altro i milanesi perché il merito è loro, il mio minimissimo. É dei milanesi che stanno rilanciando nell'ambizione di essere una città migliore». E a chi gli fa notare che rimangono criticità ribatte: «Ci mancherebbe che non ci fossero, siamo consapevoli che il lavoro non è finito. La sicurezza è un tema, come in tutte le grandi città grandi e ricche, dove la criminalità si raduna e dove si denuncia molto. È anche vero che Milano si deve confrontare con le città internazionali e quindi anche per questo abbiamo ancora molto da fare». E «non ho certo la sensazione che i milanesi si siederanno sugli allori. L'indicatore di cui vado più fiero? La capacità di essere attrattiva per i giovani».

Andando nel dettaglio. Milano sfata in parte il mito della città che lavora e non si diverte, è solo sesta nella categoria affari e lavoro» mentre è capofila per il Pil e i depositi pro capite più alti d'Italia, è seconda solo a Trieste per «Ambiente e servizi» (merito soprattutto dell'home banking e del bike e car sharing), è al ventesimo posto per la categoria Cultura ma per l'offerta, se si guarda alla spesa pro capite sale al terzo. É al 96esimo posto per numero di notti di permanenza (rimane ancora un turismo mordi e fuggi) e al 21esimo del settore «Demografia e società». Qui si segnala che ha il 19% di residenti stranieri (una percentuale tra le più alte d'Italia) ma è 61esima nell'acquisizione della cittadinanza. I veri nodi sono il costo medio degli affitti (arriva ultima) e il settore Giustizia e sicurezza: è tra le città più litigiose e meno sicure del Paese, seconda solo a Napoli per le rapine. É anche al 31esimo posto per la durata dei processi.

L'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato (Fdi): «Sappiamo che Milano primeggia anche come città col gettito pro capite più alto per multe, 123,60 euro a cittadino, con un gettito medio biennale di 142.787.414 euro. E sarebbe tutto fantastico se non fosse che, con 880 reati ogni 100mila abitanti, è al penultimo posto per scippi e borseggi. In questa macro area è peggio di Reggio Calabria». Critica anche Silvia Sardone (gruppo misto): «Tutto molto bello, ma la sicurezza? Milano è seconda solo a Napoli per le rapine. I milanesi se ne fregano se la qualità della vita è buona, se poi devono stare attenti a girare per strada, soprattutto in periferia, col rischio di essere aggrediti e derubati». L'architetto Stefano Boeri sottolinea invece che «anche grazie a Expo ora Milano è diventata una città globale».

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