CityLife apre la porta: in arrivo due edifici per entrare nel quartiere

Al via i lavori per le residenze di via Spinola E lungo via Domodossola il gate sostenibile

CityLife apre la porta. E lo fa con un architetto d'eccezione. Bjarke Ingels, socio fondatore di BIG-Bjarke Ingels Group, studio di architettura danese, è stato scelto per disegnare la nuova porta di ingresso a CityLife, lungo l'asse di via Domodossola. Due edifici asimmetrici, trasparenti, circondati da un sottilissimo colonnato. Il modello? «Il porticato di Sant'Ambrogio, la Galleria Vittorio Emanuele, il portico aggettante della Triennale e Palazzo Mondadori a Segrate - spiega Ingles - l'architettura milanese ha la capacità di definire gli spazi pubblici. Anche noi abbiamo voluto rendere omaggio al portico, creando spazi per la vita urbana». La copertura, interamente realizzata in pannelli solari, richiama la mezza luna, fornendo al contempo occasione di dialogo ai due edifici e una grande armonia nel disegno. Non solo, il porticato offrirà una copertura al grande piazza pubblica, integrato con il parco.

Con la «porta» e l'ultimo lotto di residenze sul lato di via Spinola si completa così il quartiere, che diventa uno dei principali business district d'Europa. Anche gli ultimi due edifici, che sostituiscono le ulteriori torri pensate in precedenza, ospiteranno uffici, e perché no, magari un albergo, ma questo dipenderà dall'offerta complessiva del quartiere e un centro benessere con piscina panoramica sul tetto. Con il suo shopping center che totalizza un milione di visitatori l'anno, l'intero quartiere si è connotato come «un quartiere all'avanguardia, caratterizzato da altri standard di sostenibilità che diventa esempio italiano in grado di competere con i maggiori progetti di rigenerazione d'Europa», spiega Armando Borghi, ad di CityLife. Aldo Mazzocco, ad di Generali Real Estate e presidente di CityLife che allarga la visuale: «Stiamo pensando di esportare il modello CityLife, fatto di uffici, aree pubbliche, shopping center e residenze a Berlino». Quanto ai tempi di realizzazione, a metà del 2020 è prevista la progettazione definitiva ed esecutiva del progetto, mentre in parallelo si cercheranno i potenziali utenti. Il cantiere potrebbe partire tra fine 2020 e inizio del 2021 per essere completato entro la fine del 2023. L'investimento? Oltre 100 milioni di euro. Il prossimo anno partiranno gli ultimi lotti residenziali, visto che sono rimasti liberi solo sei appartamenti tra quelli già realizzati e c'è un alto numero di richieste.

Anche i due caselli, per una superficie di 53.500 metri quadri e un'altezza variabile da 15 a 110 metri, puntano a essere prototipo per una nuova idea di ufficio. La struttura open space a scalinata favorisce lo scambio, la comunicazione e la circolazione di idee. «Milano ormai è ambita meta delle principali aziende creative - spiega Armando Borghi, ad di CityLife- - chi non va all'estero, vuol venire a Milano capitale della moda, del design, con una stabilità politica di lungo corso. Ora sta alle altre città italiane ribilanciarsi, se vogliono competere con Milano».

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Commenti

Albius50

Sab, 16/11/2019 - 09:26

Milano ormai è una città svuotata FATTA DI GHETTI del LUSSO e di GHETTI DEI POVERI, ora come ora non mi sento + un suo cittadino.

daniperri

Sab, 16/11/2019 - 12:50

Albius50 ha perfettamente ragione. Io non mi ci sento più da quando hanno fatto diventare Paolo Sarpi Chinatown, con in più anche l'isola pedonale mai concessa prima.

seccatissimo

Lun, 18/11/2019 - 04:35

C'era una volta Milano ! Ora non c'è più !