Cloro nel laghetto artificiale, il Comune uccide decine di animali protetti

Non si può gestire un laghetto artificiale come una piscina per i tuffi. É la lezione-denuncia inviata con una lettera dal presidente milanese dell'Enpa Ermanno Giudici all'assessore alla Tutela degli animali Chiara Bisconti. L'ente porta alla luce un intervento di manutenzione messo in atto dal Comune al parco del Portello. Per pulire l'acqua è stato versato cloro che «ha causato la moria di decine di rospi smeraldini, animali protetti. Possiamo solo stigmatizzare la gravità di un comportamento così irresponsabile, è stato trattato un laghetto artificiale, inserito in un parco, al pari di una piscina per attività sportive». Ad aggravare «l'assurdità dell'operazione - aggiunge il presidente -, il fatto che sia avvenuta in un periodo di penuria d'acqua, particolarmente sentita dalla fauna, che rischia di restare avvelenata abbeverandosi nel laghetto. Parliamo di tantissimi animali, dagli insetti agli uccelli». L'Enpa ricorda di aver seguito la situazione già da inizio aprile, «periodo in cui la polizia provinciale aveva scritto sia a noi che all'Ufficio Tutela Animali segnalando la presenza e richiedendo di tutelare nell'invaso i rospi smeraldini, rettile protetto dalla Convenzione di Berna». L'ente aveva chiesto al Comune di rinviare la pulizia e posizionare cartelli che spiegassero ai cittadini perchè 'acqua potesse risultare sporca. Ma «oltre a pulire, qualche giorno fa è stato anche versato cloro, forse per risolvere in modo economico il problema della presenza di forme di vita nel lago». Per il consigliere di Fi Gianluca Comazzi è «gravissimo che l'assessore abbia agito così per risparmiare qualche euro».

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