Coronavirus, Armani chiude hotel e negozi a Milano

Dalle 18 di questa sera sono stati tutti chiusi temporaneamente. Ieri lo stilista aveva donato 1 milione 250mila euro agli ospedali

L’emergenza coronavirus ha la priorità su tutto, moda e affari compresi. Oggi Giorgio Armani ha preso la decisione di chiudere tutti i suoi negozi, hotel e ristoranti presenti a Milano. Dalle 18 sono stati tutti chiusi temporaneamente. In una comunicazione si legge che “a fronte delle recenti evoluzioni dei contagi da Coronavirus in Lombardia, e in continuità con le misure preventive finora adottate per non esporre ad alcun rischio la salute di dipendenti e clienti, il Gruppo Armani comunica la chiusura temporanea dei propri negozi, ristoranti e dell'hotel di Milano”.

La sua battaglia contro il coronavirus

Lo scorso 23 febbraio, durante la settimana della moda, lo stilista era stato il primo a decidere di presentare la sua collezione a porte chiuse, senza pubblico presente, solo trasmettendo la sfilata in diretta. Una risposta decisa per contrastare la diffusione del coronavirus, che in Italia era solo alle porte. Nella mattinata di ieri, lunedì 9 marzo, un’altra importante comunicazione del Gruppo, quella di donare 1 milione e 250mila euro agli ospedali Luigi Sacco, Istituto dei Tumori di Milano, San Raffaele e lo Spallanzani di Roma, e a supporto dell’attività della Protezione civile per l’emergenza Covid-19.

Lo stilista aveva spiegato la sua decisione perché lui Milano l’aveva scelta come modo di vivere, in quegli anni settanta in cui la città era piegata dal fuoco, dai cortei, ma che, nonostante tutto, voleva ricominciare, rinascere più forte di prima. Anche oggi Armani continua a scegliere la città meneghina perché non si arrende e continua a combattere. Con quelle parole Armani aveva spronato amici e colleghi a unire le proprie forze per aiutare il capoluogo milanese a mostrare ancora al mondo la sua bellezza.

Tutto chiuso temporaneamente

Oggi un’altra decisione importante: quella di chiudere le boutique, il ristorante e l’hotel di via Manzoni. Più precisamente stiamo parlando dei negozi di Via Sant’Andrea e Galleria Vittorio Emanuele e via Manzoni 31, dell’hotel in via Manzoni e del ristorante Nobu all’interno, oltre al negozio di fiori e al Caffé. Nei quali lavorano centinaia di dipendenti. Decisione più che saggia che, ancora una volta, lo stilista ha saputo prendere per primo, davanti a un’epidemia che non fa tremare solo Milano, ma tutta l’Italia.

Armani lotta per la sua Milano

Prima ha scelto di non sfilare a porte aperte, per non mettere a repentaglio la salute di molti addetti ai lavori, e non solo. Inizialmente il suo gesto non era stato capito da alcuni, che subito dopo, si sono dovuti però ravvedere e riconoscere l’intuizione dello stilista. La collezione era stata chiusa da un inchino di Armani circondato da modelli cinesi. Un segno di rispetto e vicinanza al popolo in quel momento in difficoltà. Oggi Re Giorgio deve aiutare la sua Milano, la città che lo ha adottato e al quale dimostra da anni il suo affetto e la sua stima. Adesso che quella città è in ginocchio, Armani la sta aiutando con ogni mezzo. Per vederla rinascere come ha sempre fatto.

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