Il corteo degli studenti? Vetrine imbrattate e blitz contro le aziende

La protesta ha bloccato il centro per ore Lanci contro la polizia e ad Assolombarda

«No alla riforma, no al razzismo, no allo sfruttamento, no a Renzi»: è lo slogan portato ieri in corteo da alcune centinaia di studenti, che hanno sfilato da largo Cairoli fino a via Larga. Il traffico è rimasto bloccato per qualche ora, i mezzi pubblici sul tragitto si sono dovuti fermare. Ci sono state pareti imbrattate con la vernice e attimi di tensione con le forze dell'ordine, ma senza contatti violenti.

La manifestazione è partita intorno alle 10. In piazza striscioni contro il governo e contro la riforma della Buona scuola, fumogeni, megafoni e ortaggi da lanciare contro le sedi «del potere». I ragazzi del Coordinamento dei collettivi studenteschi e dell'Unione degli studenti hanno sfilato da Cairoli verso piazza del Duomo, poi giù verso Missori e via Larga, fino al consolato della Turchia e alla sede di Assolombarda di via Pantano. In particolare la protesta ha preso di mira l'alternanza scuola-lavoro prevista dalla riforma voluta del premier Matteo Renzi. «Non lavoriamo gratis e senza diritti», hanno chiarito gli organizzatori.

Due sono stati i momenti chiave in cui i manifestanti hanno concentrato l'azione. Il primo è stato il blitz al McDonald's di piazza Duomo. Proprio con la multinazionale americana, insieme ad altre grandi aziende, il ministero dell'Istruzione ha firmato un accordo per l'inserimento di studenti delle superiori nei fast food come formazione obbligatoria al lavoro. Gli studenti hanno occupato il locale e hanno acceso fumogeni all'esterno. «L'alternanza scuola lavoro è indigeribile», hanno scandito. Al megafono hanno spiegato: «Lo scorso mese il Miur ha stretto un accordo con McDonald's, una delle più grandi multinazionali, che fornirà 10mila posti di lavoro agli studenti. Questo è per noi amorale è inaccettabile. Sfruttatori!». Una cinquantina di ragazzi con volantini e parrucche da clown è entrata tra i tavoli. I manifestanti si sono seduti a terra e hanno urlato: «Ci bocciano, ci sfruttano, ci danno l'happy meal: è questa la loro scuola lavoro». Poi hanno appeso striscioni alle pareti, mentre fuori gli altri, una ventina, hanno chiesto: «Vogliamo essere formati in quanto individui, non schiavizzati da multinazionali criminali. Ci chiediamo come possa essere utile per la nostra formazione un'esperienza lavorativa in una multinazionale colpevole di sfruttamento, deforestazione, disastri ambientali, obesità e cancro». Il secondo punto sensibile è stata la sede di Assolombarda. I manifestanti hanno lanciato spazzatura e acceso i fumogeni. La tensione è cominciata quando il gruppo di testa, con alcuni giovani incappucciati e con il volto coperto, ha tirato verdura contro il cordone di sicurezza formato da agenti in tenuta anti sommossa. Gli studenti hanno provato a sfondare le transenne, la polizia ha alzato i manganelli, ma i due schieramenti non sono entrati in contatto. Davanti al consolato turco infine, sempre transennato e presidiato dagli agenti, è stata bruciata una fotografia di Erdogan.

CBas

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