Certo che via Saffi o via Fatebenratelli non sono un tratto della Roubaix o un muro delle Fiandre dove il pavè è sacro e guai a toccarlo. Chi pedala sui lastroni in città, magari fiancheggiando le rotaie del tram, spesso si fa il segno della croce. Però il «pavè» nel centro di Milano è «Milano». Un po' come i sanpietrini sono «Roma» o i marmi bianchi sono «Firenze». Quindi prima di toglierlo dal centro qualche pensiero in più forse andava fatto. Palazzo Marino dice che è pericoloso e costa troppo. E sicuramente sarà così però, va detto, che quel pavè nel centro della città è lì da sempre. Ha sopportato il peso degli anni, delle carrozze, dei vecchi tram e squadre di artigiani capaci di insabbiarlo ad arte lo hanno sempre tenuto in ordine. Ora non più. Ora si taglia tutto perchè i conti non tornano quindi figurarsi il «pavè». Ma si cancella un pezzo di storia che forse non ha prezzo. Quanto alla sicurezza è ovvio che è una priorità.
Ma intanto sè il pavè fosse tenuto a posto i pericoli sarebbero minori e poi con tutte le piste ciclabili che il Comune sta disegnando magari un'alternativa ai tratti dove ci sono i lastroini si poteva anche trovare.Ma così si cancella un pezzo di storia Contro
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