La Curia raccoglie 5 milioni per i poveri Tettamanzi: «La solidarietà non va in ferie»

Durante la sua omelia della notte di Natale, il cardinale Dionigi Tettamanzi aveva lanciato l’appello: «Aiutiamo le famiglie in difficoltà». Ed aveva aperto un fondo anti crisi per aiutare i più poveri. A otto mesi da quell’annuncio il fondo di solidarietà ha tagliato il traguardo dei cinque milioni di euro ed ha aiutato 1.500 famiglie che negli scorsi mesi hanno incontrato seri problemi a tirare la fine del mese. «Ogni famiglia nel bisogno deve trovare risposta e aiuto mediante la fraternità e la solidarietà di tutti - spiega il cardinale -. A chi è in difficoltà economica va data una risposta di carattere pratico, anche con l’offerta di contributi materiali. Ma per chi perde il lavoro il rischio più grande è di perdere la propria dignità. Il senso ultimo del Fondo Famiglia Lavoro è più profondo, di carattere educativo. Dobbiamo interrogare e ripensare i nostri stili di vita e domandarci quale misura vogliamo dare alla nostra esistenza: è una misura sobria, fraterna, solidale, oppure individualistica ed egoistica?».
Dall’inizio del mese di aprile, su un totale di 2.667 richieste di aiuto, sono state accolte e finanziate le domande di 1.467 famiglie tra cui è stato diviso quasi tutto il patrimonio del Fondo che ora ha bisogno di essere rimpinguato.
Da qui il nuovo appello e la nuova campagna di sensibilizzazione: sui muri della città saranno appesi 5 maxiposter che invitano i cittadini a donare altri fondi per dare seguito alle continue richiese delle famiglie della diocesi ambrosiana. Partito con un milione di euro messo a disposizione dal cardinale Tettamanzi, il fondo si è subito arricchito di un altro milione di euro messo a disposizione da Fondazione Cariplo. Ma anche la risposta dei cittadini non si è fatta attendere. In sette mesi sono stati raccolti oltre 3 milioni, raggiungendo così il traguardo dei cinque milioni. Accanto alla raccolta, è partita anche l’organizzazione, curata da Caritas Ambrosiana e da Acli, per la creazione di una rete di sportelli sul territorio in grado di intercettare le esigenze delle persone in difficoltà a causa della crisi. La natura sussidiaria del fondo ha richiesto infatti un forte coinvolgimento del territorio.
I parroci e in particolare i decani, in collaborazione con le sedi sul territorio di Caritas Ambrosiana e Acli, si sono attivati per costituire commissioni di valutazione, e individuare le sedi, i cosiddetti «distretti del Fondo» dove vengono accolte le persone che chiedono aiuto a seguito della perdita del lavoro. In tutta la Diocesi sono 104 i distretti del fondo attivati a fronte dei 403 volontari impegnati per accogliere e ascoltare chi è nella situazione di bisogno per la perdita del lavoro. Il cardinale Tettamanzi lancia un nuovo appello: «Mentre in tanti vivono meritate giornate di riposo e di distensione, non ci si dimentichi delle persone sole, nella sofferenza e nel bisogno. I poveri non vanno in vacanza: nemmeno la solidarietà deve andare in vacanza».

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