La denuncia di Majorino: "1000 profughi su 3600 non identificati"

Secondo l'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino una buona quota dei profughi in transito da Milano sono identificati solo tramite autocertificazione

La denuncia di Majorino: "1000 profughi su 3600 non identificati"

Mille profughi su tremila e seicento. A tanti ammontano gli immigrati residenti a Milano che secondo Pierfrancesco Majorino non sono identificati se non attraverso l'autocertificazione.

L'assessore al Welfare di Palazzo Marino, da sempre in prima linea sul fronte dell'accoglienza da posizioni di sinistra-sinistra, stavolta chiede "più controlli" su chi arriva in città.

"Il sistema di oggi produce una zona grigia che va gestita con più attenzione perché diamo ospitalità a persone non identificate e il Comune non può procedere all'identificazione ufficiale", spiega Majorino. Il riferimento è alla pratica di non identificare i profughi allo sbarco sulle coste siciliane, per evitare che, in base al regolamento di Dublino III, siano obbligate a richiedere asilo - qualora lo desiderino - solo in Italia e non in altri Paesi della Ue.

Quasi tutti questi cosiddetti transitanti sono accolti e registrati nelle strutture del Comune di Milano solo attraverso l'autocertificazione. Sono quindi i profughi a fornire le proprie generalità, senza che le strutture di Palazzo Marino possano appurarne, da sole, la veridicità.

Per questo Majorino propone di istituire un grande centro di gestione dell'emergenza che veda allo stesso tavolo la polizia, il terzo settore e ovviamente l'amministrazione cittadina.

"In ogni caso - ricorda l'assessore - su 117mila persone accolte in questi anni non c'è mai stato nessun caso segnalato come connesso ad attività legate al terrorismo."

Sul tema è intervenuto

anche il Cardinale Arcivescovo Angelo Scola, che durante la Santa Messa di Natale ha richiamato la necessità di "educazione, cultura e testimonianza" di fronte alla minaccia del terrorismo.

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