Disobbedienti del pass. Linea dura del Comune e controlli a tappeto

I 14mila lavoratori dovranno mostrare il certificato all'ingresso e durante il turno

Disobbedienti del pass. Linea dura del Comune e controlli a tappeto

Controlli a tappeto all'ingresso e durante l'orario giornaliero: il Comune stringe al massimo le maglie delle verifiche sul green pass, obbligatorio per i 14mila dipendenti da dopodomani, contro eventuali «furbetti». Pugno duro dell'amministrazione contro chi tenterà lo slalom tra i controlli o chi abbia intenzione di «disobbedire» al decreto. All'incontro di ieri mattina tra le rappresentanze sindacali dei lavoratori e i vertici delle Risorse umane di Palazzo Marino è stata illustrata la circolare attuativa del D.L. 127 del 21 settembre 2021.

Il controllo verrà effettuato quotidianamente all'ingresso della sede dalle 7.30 alle 10.30. A chiunque entri più tardi per visite o permessi, sarà comunque chiesto di esibire il certificato anti Covid. Dopo tale orario (tra le 10,30 e le 13) verranno effettuati controlli a campione su almeno il 30 per cento dei presenti, «con un campione che garantisca nel tempo che tale controllo sia effettuato in maniera omogenea con un criterio di rotazione e nella fascia antimeridiana - recita il documento -. Di tale controllo dovrà essere dato esito con mail al direttore a fine giornata con report esclusivamente numerico dei controlli effettuati e dell'esito».

Nelle sedi ove prestano servizio meno di 50 persone (50 su circa 500) saranno gli stessi dipendenti comunali a dover effettuare tali verifiche. Nelle sedi dove prestano servizio agenti di polizia locale, come all'ingresso di Palazzo Marino, nei municipi e nelle anagrafi, così come negli stessi comandi di polizia spetterà ai vigili chiedere il green pass ai dipendenti e ai loro colleghi. Tutti i delegati alla vigilanza (per le educatrici di nidi e materne sono stati delegati dipendenti di Milano Ristorazione) saranno muniti entro venerdì dei dispositivi con lettore di Qr Code. «È stata espressa forte preoccupazione - ricorda Giovanni Molisse, portavoce delle Rsu del Comune di Milano - per il rischio di tensioni e ricadute sugli stessi dipendenti. Si rischia, infatti, di mettere uno contro l'altro i colleghi in un clima già segnato da forti conflittualità». Diversi gli ordini dei problemi: chi commina la multa ai colleghi che risultassero inadempienti? Così nel caso di vigili, secondo il Diccap (Dipartimento autonomie locali e polizie locali) gli agenti non sono tenuti a effettuare i controlli sui colleghi, compito che spetta solo agli ufficiali, ovvero alle posizioni organizzative. «Siamo molto preoccupati - spiega Grazia Ingrao del Diccap - per il rischio di ripercussioni sugli agenti, sia dall'esterno che dell'interno. Una divisa in questo periodo viene presa di mira a prescindere. In questo clima esasperato i vigili sono a rischio».

«Palazzo Marino ha respinto la richiesta di sostenere il costo dei tamponi per i dipendenti non vaccinati e soprattutto la richiesta, avanzata da mesi, di screening a tappeto per tutti i dipendenti, vero strumento di contenimento dei contagi a tutela della salute dei lavoratori - ricorda Amilcare Tosoni segretario Cisl Fp Milano -. Negata anche la possibilità di stringere convenzioni con le farmacie Lloyds di cui l'amministrazione detiene il 20 per cento delle quote: ci hanno risposto che si potrebbe incorrere in contestazioni di danno erariale da pare della Corte dei Conti».

Verrà monitorato costantemente il numero di defezioni dei dipendenti per riorganizzare il personale in caso di necessità e garantire i servizi ai cittadini. Anche se Palazzo Marino non ha mostrato preoccupazione per il rischio di paralisi dei servizi. Così se alcuni parlano di una percentuale del 10 per cento di lavoratori senza green pass, per altri si sale al 30, quota che rischierebbe davvero di mandare in tilt la macchina comunale.

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