Un duello per gestire il Lirico Diventerà una Scala low cost

Dodici sopralluoghi ma solo due partecipanti al bando Fine lavori a settembre e primo sipario a inizio 2018

Chiara Campo

Su il sipario del Lirico (salvo imprevisti) all'inizio del 2018. «É un obiettivo realistico» ammette l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Le caselle stanno andando al proprio posto. Lunedì si è chiuso il bando lanciato dal Comune per affidare in gestione per 12 anni il teatro di via Larga chiuso dal 1999. Chi vince dovrà garantire almeno 160 spettacoli all'anno. Nelle scorse settimane in 12 si erano presentati per un sopralluogo, ma la fila si è ridotta a due soli interessati. Tanto basta per ridare vita ad una struttura che è rimasta per lunghi anni abbandonata al degrado e ora punta a diventare la Scala «della gente», con spettacoli di danza, jazz e anche lirica ma a prezzi abbordabili. Ieri alle ore 10 e 13 la commissione Spettacolo per aprire le buste con le offerte. Presenti i due sfidanti: Gianmario Longoni della Show Bees, che ha depositato la busta a 23 minuti dalla scadenza, e Matteo Forte, amministratore delegato di Stage Entertainment, che è arrivato con i documenti solo 58 minuti prima dello stop. Documenti in regola, entrambi ammessi alla fase 2. Il progetto tecnico passerà ora al vaglio di una giuria composta nei prossimi giorni, poi verranno tirate fuori dalla cassaforte le offerte economiche. Il vincitore del derby sarà annunciato tra fine novembre e inizio dicembre in uan seduta pubblica.

Stage Entertainment dal 2008 gestisce già il teatro Nazionale di piazza Piemonte, regno del musical. Longoni è presidente e socio del teatro Sistina a Roma, qui è stato il patron del Ciak e del teatro Smeraldo, e si era già aggiudicato il Lirico nel 2005. Longoni vinse il bando lanciato dall'allora sindaco Gabriele Albertini e aveva già in mente uno spazio multifunzionale, con maxi-cupola con ristorante, ma tra guai finanzieri e polemiche politiche, i restauri si bloccarono definitivamente con uno strascico di ricorsi nel 2010. L'ex sindaco Pisapia nel 2013 lanciò un nuovo bando con l'obiettivo di riaprire il Lirico in tempo per Expo, ma andò desetto. Ora per il piccolo Piermarini, inaugurato la sera del 21 agosto 1779, un anno dopo il teatro alla Scala, danneggiato da un grave incendio nel 1938 e ricostruito secondo il disegno dell'architetto Cassi Ramelli, chiuso dal 1999, sembra arrivata la svolta positiva. Il restyling da 8,1 milioni è in corso, a dicembre il Comune dovrebbe aprire il cantieri ai cittadini per spiegare come saranno distribuiti gli 8mila metri quadrati dedicati alle attività di spettacolo (prevista una sala da 1.500 posti e un palco mobile), i mille per attività commerciali, compreso bistrot e un ristorante panoramico con vista sul palco. Anche Live Nation, tra le società leader nell'organizzazione di concerti, e la famiglia Cabassi che già gestisce il teatro della Luna ad Assago si erano interessati. «Deluso? Assolutamente no, le offerte in campo sono autorevoli vista la consistenza dei soggetti. Forse altri hanno ritenuto di non essere strutturati» dice Del Corno. I gestori pagheranno 20mila euro d'affitto il primo anno (dovranno farsi carico dell'allestimento) poi il canone si alzerà.

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