E dopo San Siro tocca al Lido. Scontro sulla "riconversione"

Critiche dopo l'audizione in Municipio 8 dell'assessore. Fdi attacca: "Si perde la funzione storica della piscina"

E dopo San Siro tocca  al Lido. Scontro sulla "riconversione"

Un'altra occasione persa. Con la cronica penuria di impianti che Milano patisce da anni, poteva essere una grande opportunità il rifacimento del Lido, uno degli storici «mari» dei milanesi. E invece sarà un'occasione sprecata, almeno secondo Fratelli d'Italia, che dopo il recente passaggio in Municipio 8 ha deciso di ingaggiare una battaglia proprio su questo, che nel programma del sindaco Beppe Sala viene indicato come uno dei «grandi progetti in via di realizzazione».

In ballo c'è un «restyling» da 25 milioni proposto dalla società spagnola Ingesport. Nell'ottobre 2020 la giunta comunale ha dichiarato «fattibile e rispondente all'interesse pubblico» il progetto, che prevede l'affidamento in concessione per realizzare un nuovo centro sportivo e la successiva gestione per 42 anni. Poche settimane dopo a Palazzo Marino, in commissione, spuntarono ulteriori dettagli dell'operazione, e nonostante l'allora assessore Roberta Guaineri avesse assicurato che l'ok al «partenariato pubblico-privato» era arrivato «dopo aver fissato alcuni paletti», comunque sorsero polemiche trasversali, con forti perplessità avanzate non solo dalla sinistra di Basilio Rizzo - che vedeva in prospettiva il rischio di un centro «molto lussuoso e poco popolare» - ma anche dall'interno della maggioranza.

La questione è tornata d'attualità col passaggio in Municipio 8, con l'audizione dell'attuale assessore comunale allo Sport Martina Riva. «La distanza tra periferia e centro poteva essere ridotta - attacca Enrico Turato, che del Municipio è stato candidato presidente per il centrodestra - Invece No, il progetto prevede il recupero e la salvaguardia della parte monumentale, e questo è bene, ma prevede anche di trasformare le vasche in fontane o chiuderle all'interno. Io mi domando: perché impedire ai milanesi di utilizzare la balneazione garantita dalla storica piscina del Lido? Perché costa troppo? Ma i soldi del Pnrr e anche delle Olimpiadi, non possono essere destinati per creare un servizio per il futuro delle ferie e quindi anche e soprattutto del benessere dei milanesi meno fortunati?».

D'accordo anche il deputato Marco Osnato: «Il Comune - dice - si dimostra ancora una volta incapace di pianificare l'attività sportiva per i propri cittadini». Osnato parla di «totale disinteresse», ricorda che «Milano da troppo tempo attende una moderna piscina olimpionica per poter ospitare manifestazioni e gare di carattere internazionale, oltreché le numerose squadre di nuoto e pallanuoto che da anni sono in attesa di spazi acqua adeguati» e paventa che il Lido «dopo oltre 90 anni non avrà più la funzione di svago estivo per i milanesi poiché la grande piscina scoperta probabilmente non riaprirà». «Dopo la pantomima di San Siro un ennesimo fallimento per Sala e il Pd milanese nel mondo dello sport».

«Increscioso che si cancelli senza clamori e sotto traccia una bella storia di Milano - apostrofa anche il capogruppo Riccardo Truppo - Incredibile, poi, che una struttura così non sia stata protetta con vincoli urbanistici e sia stata liquidata come troppo costosa da gestire. La agiata sinistra milanese ha risposto a chi chiedeva informazioni che non distante ci saranno le strutture termali. Ancora una volta siano vittime dei salottieri che ci amministrano». «Speriamo -conclude - di poter ancora fare qualcosa per salvarla».

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