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E il seminario di San Carlo diventa un 5 stelle

E il seminario di San Carlo diventa un 5 stelle

A San Carlo Borromeo stava molto a cuore la formazione del clero. Prima ancora di prendere possesso della Diocesi di Milano fece aprire un convitto al Carrobbio, ma non poteva ospitare tutti i giovani preti e dunque nel 1565 fece costruire anche un seminario in corso Venezia. La monumentale porta d'ingresso che risale a metà '600 e porta la firma dell'architetto Francesco Maria Richini è una delle caratteristiche del corso, a due passi da via della Spiga e da piazza San Babila. L'interno un pò meno, il cortile con i colonnati e le antiche celle dei seminaristi. Ha rappresentato un pezzo di storia della città, ma la struttura nel secolo scorso è caduta via via nel degrado, fino al totale abbandono nel 1930 quando i seminaristi furono trasferiti a Venegono Inferiore. Oggi l'immobile è inagibile e l'arcivescovado non ha i fondi per ristrutturarlo. Ma è potenzialmente un piccolo gioiello di architettura situato in una posizione strategica, in pieno centro, a due passi dal Quadrilatero e dal Duomo. Il rettore maggiore del Seminario Michele Di Tolve, nominato dal cardinale Angelo Scola la scorsa estate, ha capito immediatamente che si potevano conciliare le esigenze dell'arcivescovado con quelle del mercato privato, in particolare le grandi catene alberghiere. Ha preso in mano il dossier di corso Venezia con l'intenzione di valorizzare il patrimonio in disuso (e irrecuperabile con le proprie casse) e assorbire invece da lì quelle risorse che servono a dare sostegno ai milanesi in difficoltà. Come ha anticipato tempo fa il Corriere della Sera, Di Tolve ha un canale aperto con il gruppo alberghiero Rocco Forte, che ha sede a Londra nonostante il cognome italiano. In Italia è presente a Roma, Firenze e Sciacca, in Sicilia. Lo scorso novembre una quota pari al 23£ della società è stata rilevata dal Fondo strategico italiano che fa capo a Cassa Depositi e Prestiti. Fsi Investimenti peraltro è detenuto per il 23% da Kuwait Investment Authority, Nel centrodestra a Palazzo Marino c'è chi, come Fabrizio De Pasquale, si è domandato se la presenza del fondo arabo possa essere motivo di imbarazzo per il cardinale Scola nella chiusura della trattativa in un momento internazionale così delicato. Per ora sull'esito della trattativa le bocche sono cucite. Non vuole fare dichiarazioni la Curia. E dal quartier generale della Rocco Forte a Londra confermano che la trattativa è in corso, ma è riservata.

Nulla si riesce a sapere al momento sull'offerta economica che potrebbe permettere al gruppo inglese degli alberghi di lusso di sbarcare a Milano. Tra i concorrenti in campo si era parlato anche del gruppo Ferragamo con il gruppo Lungarno Hotels, ma da Firenze non confermano.

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