Ecco come l'islamismo si infiltra nel Pd milanese

Nelle foto di Sumaya Abdel Qader si possono notare Ahmed Abdel Aziz (responsabile delle relazioni interne del CAIM) e suo fratello Omar Abdel Aziz all’interno della sede dell’Alleanza Islamica d’Italia (inserita nella lista nera degli Emirati Arabi per legami con i Fratelli Musulmani) assieme a Salah Sultan, elemento legato all’ex governo islamista di Mohamed Morsy

Ecco come l'islamismo si infiltra nel Pd milanese

In un comunicato stampa del 17 maggio 2016, il consigliere comunale per la Lega Nord a Palazzo Marino, Massimiliano Bastoni, ha messo in luce alcune notevoli contraddizioni della candidata Sumaya Abdel Qader per quanto riguarda alcune sue dichiarazioni fatte al Giorno con le quali affermava di non essere a conoscenza di elementi vicini alla Fratellanza Musulmana.

“In un articolo de Il Giorno di qualche settimana fa, Sumaya Abdel Qader, candidata al consiglio comunale di Milano nella lista del Pd, dichiarava testualmente "non mi risulta che nel CAIM vi siano persone vicine alla fratellanza".

Ci piacerebbe sapere dalla candidata del Pd come giustifica le foto che mostrano Ahmed Abdel Aziz (responsabile delle relazioni interne del CAIM) e suo fratello Omar Abdel Aziz all’interno della sede dell’Alleanza Islamica d’Italia (inserita nella lista nera degli Emirati Arabi per legami con i Fratelli Musulmani) assieme a Salah Sultan, elemento legato all’ex governo islamista di Mohamed Morsy. Oppure le fotografie che mostrano Omar Jibril (responsabile Area Servizi Edilizi e Immobiliari del CAIM) mentre ostenta nelle mani un manifesto di Morsy.”

A sostegno del comunicato vengono allegate alcune immagini che mostrano i fratelli Abdel Aziz (Ahmed èresponsabile relazioni interne Caim) assieme a Salah Sultan, all’interno della sede dell’Alleanza Islamica d’Italia. Sultan è legato all’ex governo islamista di Mohamed Morsy come segretario generale del consiglio supremo per gli affari islamici, segnalato in più occasioni per le sue visioni radicali e per le sue dichiarazioni anti-cristiane e anti-ebraiche, tanto che, secondo quanto dichiarato dalla Global Muslim Brotherhood Daily Watch, il governo americano avrebbe sospeso le procedure per il conferimento della cittadinanza statunitense. In un'altra immagine del comunicato il fratello, Omar Abdel Aziz, appariva assieme a Sultan sul palco di Rabaa al-Adawiyya.

Nel comunicato compare anche uno screenshot di una presunta addetta all'ufficio stampa Caim dove viene ritratta una foto dell'ex presidente egiziano legato ai Fratelli Musulmani, Mohamed Morsy assieme a un'altra persona e con la frase “Baba e Dott. Mohammed Morsy, tanti anni fa in Italia”.

A questo punto sono in diversi a chiedersi come sia possibile che Sumaya Abdel Qader studi la Fratellanza come sociologa (come dichiarato da lei stessa all'intervista del Giorno) se poi non è neanche al corrente di certe conoscenze all'interno del Caim. Del resto la polemica non è nuova visto che già in passato altri membri del direttivo Caim erano stati accusati da alcuni media di vicinanza col gruppo islamista a causa di alcune loro partecipazioni a manifestazioni di piazza a favore di Morsi (nel comunicato appare anche una foto del responsabile servizi edilizi del Caim, Omar Jibril, con un poster di Morsy).

Da diversi giorni gira inoltre voce che potrebbe giungere a Milano, per l'occasione della candidatura di Sumaya, l'esponente dell'Islam europeo Tariq Ramadan, che è anche nipote del fondatore e primo ideologo dei Fratelli Musulmani, Hassan al-Banna. Voci però non confermate al momento.

Il punto più interessante però riguarda l'accusa di “miscredenza” fatto a Sumaya dal gestore della pagina Cronache Islamiche. Un fatto estremamente grave, intollerabile e che necessita di provvedimenti seri ed immediati.

Su questo elemento vale la pena fare una riflessione, ovvero, è possibile che ci troviamo davanti a una contrapposizione tra ambienti islamisti che lottano per una potenziale influenza nel contesto della Ummah nell'area lombarda? È possibile che il ramo salafita non veda di buon occhio il fatto che elementi legati comunque all'Islam organizzato lombardo accettino di usufruire di mezzi e strutture di tipo democratico? Del resto le diatribe interne non suono certo nuove ai contesti politici ed ideologici dell'area islamista (come è già emerso anche nell'ambito di alcuni centri islamici).

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