Per Expo è l’ora delle idee

(...) che non vedremo mai. Ricordiamo una torre che sarebbe svettata tra le nuvole per 200 metri e un sistema di vie d'acqua che aveva già studiato Leonardo da Vinci. Il genio toscano, che ha già atteso tanto, dovrà aspettare ancora per vederlo. Con l'elicottero gli è andata meglio. Già, perché a spegnere gli effetti speciali ci hanno pensato (oltre alle deprimenti e già citate zuffe) la crisi e il terremoto in Abruzzo che ha giustamente dirottato fondi e impegni del governo. Questa si chiama sfiga. Dicevamo però che tra lo sfarzo di una festa in Versilia nella villa del più miliardario tra i russi e una sagra delle salamelle ci sono vie di mezzo. E non è neppure detto che il party in piscina con Paris Hilton sia più divertente della grigliata. Anzi, il fatto che Roma abbia dovuto ritoccare al ribasso per l'Expo alla fine può essere un bene: i nostri organizzatori sono stati costretti a farsi venire delle idee. Non è certo una novità che nei periodi storici più tormentati l'uomo tiri fuori il meglio della creatività. Nel cinema, nella letteratura, nell'arte. Ci sembra (e ci auguriamo) che con Expo stia accadendo la stessa cosa: tensostrutture leggere, orti «planetari» da coltivare, un anfiteatro da vivere. Sono delle idee e anche interessanti ma bisogna poi essere capaci di realizzarle.

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